Il pensiero che conta

Poniamo il caso che questo Natale uno dei miei ospiti si presenti a pranzo a mani vuote, e si giustifichi dicendo che non è proprio riuscito a comperarmi i gianduiotti...
«Ma figurati, è il pensiero che conta» gli risponderei, per non fargli pesare la cosa. Ora, prendendo questo piccolo aneddoto solo come esempio, vorrei soffermarmi su quella frase fatta: «E' il pensiero che conta»...
«Ma figurati, è il pensiero che conta» gli risponderei, per non fargli pesare la cosa. Ora, prendendo questo piccolo aneddoto solo come esempio, vorrei soffermarmi su quella frase fatta: «E' il pensiero che conta»...
Il pensiero, superpotere che ci contraddistingue (anche se non sempre positivamente) da tutte le altre forme di vita a noi note, è quanto di più straordinario ci appartenga fin dalla nascita. Risultato alchemico di complicate connessioni nervose, questa energia che noi percepiamo come una sorta di astrazione piuttosto omogenea, può tradursi in azione, e quindi interessare il mondo materiale, oppure restare semplicemente sospesa nella sua dimensione originale all'interno della mente ospitante. Ma soprattutto ci rende consapevoli della nostra presenza fisica e spirituale, requisito fondamentale per poter interagire con le altre creature e con l'ambiente circostante.
Non c'è azione che compiamo che non sia dettata dal pensiero: se ad esempio vogliamo fare un castello di sabbia, il pensiero, che è già intervenuto nel fornirci quell'idea, si fa prima immaginazione, plasmando in un attimo il castello nella nostra mente come modello a cui riferirsi, quindi agevola tutta una serie di meccanismi che potrà gestire anche in contemporanea: comanda l'intero corpo per modellare la sabbia (gambe, braccia, mani, occhi...); giudica e misura le forme del castello in modo che venga su secondo i nostri gusti personali e seguendo opportune leggi della fisica che ne garantiscano la stabilità; ci mette in allerta su eventuali cause di disturbo (bagnanti, onde, pallonate, ecc.); ci consente di comunicare con il nostro vicino, e intanto magari ascoltiamo anche la musica o le notizie alla radio; ci ricorda degli errori che abbiamo fatto quando abbiamo costruito il precedente e fa tesoro di quelli nuovi che commetteremo per evitare che si ripetano in futuro; ci avverte di qualsiasi necessità dovesse risentire nel frattempo il nostro corpo (acqua, cibo, riposo...).
Se continuassi potrei riempire un libro per quante cose "ci passano per la testa" durante una così breve e semplice operazione. E a proposito di tempo, è incredibile come si possa fare affidamento al pensiero per spostarsi rapidamente nel tempo («quando ero piccolo...», «poco fa...», «domani sarò in quel luogo...», «quando andrò in pensione...», eccetera). Ma anche nello spazio: chiudo gli occhi, immagino una spiaggia thailandese, ed ecco che me la figuro, e quasi riesco a sentire la brezza del mare e il fragore delle onde. E il tutto con una velocità matematicamente superiore a qualsiasi altra.
Posso intonare una canzone, col solo pensiero, senza aprir bocca. Posso proteggere segreti all'interno dei miei pensieri per tutta la vita. Posso risvegliare i sensi senza adoperarli: se immagino di sgranocchiare dei pop-corn, ne immagino la forma irregolare e il colore candido (vista), l'odore dolciastro del fritto (olfatto), il sapore salato (gusto), la morbidezza e l'unto (tatto) e perfino il rumore che fanno sotto i denti (udito).
E per quanto riguarda la dimensione reale, il mio accenno all'universo mentale (infinito come quello spaziale) termina qui. Ma c'è dell'altro...

Ti capita mai di fantasticare? Sicuramente hai già capito dove voglio arrivare: dico che se davanti a quel castello di sabbia volessi immaginare un drago che fa la guardia a una principessa rinchiusa in una delle sue torri, il mio "film" è pronto in un battibaleno. In quest'ottica, si apre un altro canale sconfinato che è dentro ciascuno di noi, forse quello che più ci avvicina al Divino. Potenza creatrice, più che creativa, libera da qualsivoglia regola e perciò maggiormente godibile: immaginare qualcosa di reale (dipingere un ritratto) richiede molta più concentrazione rispetto ad abbandonarsi alla fantasia (dipingere un quadro astratto).
Ulteriori riflessioni le affido al tuo pensiero, ma prima di lasciarti permettimi di liberare la principessina: «Arrivò Goldrake, che con la sua alabarda spaziale tagliò a metà quella torre, sollevò la principessa col raggio anti-gravitazionale, fece amicizia col drago e poi tutti insieme andarono al cinema a vedere "Pensiero stupendo", sgranocchiando rumorosamente i verdi e dolci pop-torn, snack ovali all'aroma di fantasia».
DOC
Commenti
Il pensiero dà pienezza alle nostre vite, secondo me. Può rendere unico e speciale ogni nostro ricordo, viaggio e sensazione, perchè ce li possiamo portare sempre con noi, elaborare, trarne ispirazione e insegnamento. E poi ci fa volare in alto con la fantasia!! :-)
E col pensiero mi presento con un chilo di gianduiotti; falli durare fin dopo le feste, perché anche i pensieri, oggi più che mai, costano.
Va da sé che il racconto/disamina è bellissimo.
Una principessa sussurra poi che preferirebbe gli snack-torn a forma di stella, ma ne mangia pochini, perchè ci tiene ad avere la vita sottile!
@Gattonero - Grazie per aver sopperito alla mancanza di cioccolatini, adesso il post è davvero completo. Mi fa piacere averti trovato in sintonia. Alla prossima.
@Maria - Senza scomodare i grandi pensatori, mi viene in mente Jovanotti e il suo Pensiero Positivo: «...perchè son vivo. E niente, nessuno al mondo potrà fermare quest'onda che va, quest'onda che viene e che va...». "La storia infinita" ha lasciato il segno ad un'intera generazione, ricordo quanto mi ha fatto fantasticare la sua visione al cinema, con quella bella colonna sonora che non dimenticheremo mai. La forma di stella degli snack è un valore aggiunto che concedo volentieri alla principessa: digli pure di star tranquilla, nella fantasia gli snack non fanno ingrassare :). Ciao, grazie di tutto