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[TAG] Very Pop Blog - I miei anni '90
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Colgo l'intrigante invito dell'amica blogger Santa ("La Santa Furiosa", vedi QUI) che ringrazio calorosamente, e contribuisco al [TAG] a tema lanciato nello storico (since 2006) blog di MikiMoz ("Moz O' Clock", QUI) dallo stesso autore, a cui rimando per le poche regole di base. Tra queste, si richiede a ciascun partecipante di taggare altri cinque amici: per quanto mi riguarda, rilancio un tag all'amica blogger Vele ("Colorare la vita", QUI), che mi pare non sia stata ancora nominata, nella speranza possa farle piacere. I restanti tag li lascio a disposizione dei miei pochi ma buoni follower, con estensione ad eventuali nuove affiliazioni, senza confini di tempo o di spazio dunque: dite pure che vi mando io.

L'avventura fa '90. Entrando nel vivo del tema, i mitici - unici - mai troppo vecchi anni novanta (dello scorso fine millennio, intendo, nel caso mi leggeste dal 2100 in poi) hanno rappresentato un periodo particolarmente intenso della mia vita, oltre che fervido di per sè.
Dal momento che si richiede una retrospettiva strettamente personale, aspettatevi un po' di tutto e un po' di niente. Pronti? «Squilli di trombe...» anzi no, di "trump" ne abbiamo già abbastanza... più semplicemente «Sipario!»
🎶 MUSICA 🎶
Sound italiano. Il meglio di sè Vasco Rossi lo aveva già onorato alla grande, al pari di Lucio Dalla, e a differenza di Franco Battiato che - anche se aveva allietato le mie più tenere età come i primi due - in quel periodo continuò a sfornare perle brillanti per qualità costante, nel suo delizioso e sempre più raffinato stile alternativo. Grazie anche alla felice collaborazione col filosofo/poeta Manlio Sgalambro, sbocciata proprio in quegli anni, Battiato seppe andare anche oltre senza mai sprecarsi, tanto da risultare - nei miei anni '90 - "solo" Di Passaggio...
Nella mia personale e nostalgica teca d'epoca, caratterizzata dall'ampia varietà di ricordi e di umori associati ai singoli brani, tra gli artisti connazionali - oltre a Battiato - custodisco con affetto speciale: CSI (Consorzio Suonatori Indipendenti - ex CCCP), Litfiba, Fabrizio De Andrè nel midollo, con annesso profondo dolore per la scomparsa dell'11/1/1999. Imbarcandosi sulle onde dei mari celesti, fu proprio lui - nei miei confronti a pieno diritto, benché non avrei mai voluto che ci lasciasse così presto - a serrare metaforicamente la porta di un decennio che - come le sue canzoni - non dimenticherò mai.

Voltiamo pagina. Nei primi anni '90 andava forte anche un italianissimo (in virtù dei vari dialetti regionali) mix di rap, hip hop, reggae e raggamuffin che ebbi modo di apprezzare anche attraverso l'esibizione dal vivo delle migliori band del mo(vi)mento - Africa Unite, Sud Sound System, 99 Posse, Papa Ricky, Frankie HI-NRG e molte altre - tutte riunite in un unico evento della durata di quattro giorni, incastonato nella meravigliosa cornice naturale del lago Ampollino, sui monti della Sila in Calabria.
Musica, campeggio e cazzeggio in compagnia dei miei migliori amici a godere di una genuina e azzeccata atmosfera "Flower Power". Segue biglietto d'ingresso e breve clip d'assaggio.
Musica, campeggio e cazzeggio in compagnia dei miei migliori amici a godere di una genuina e azzeccata atmosfera "Flower Power". Segue biglietto d'ingresso e breve clip d'assaggio.

Musica straniera. Freddy Mercury (Queen) nel '91, e Kurt Cobain (Nirvana) nel '94, stufi d'aspettarmi, li persi per sempre. Imparai la lezione: quanto restava di stimolante per le mie papille gustative musicali lo bevvi in un avido sorso d'annata (1995), come testimoniano alcuni biglietti di live e rave-party che ancora oggi conservo.

Ops... Quasi dimenticavo gli sfavillanti Red Hot Chili Peppers, in quegli anni un vero e proprio "colpo di fulmine", che continuo a coltivare con la stessa passione di allora e che spero prima o poi di riuscire a vedere dal vivo. Ma le omissioni, inevitabilmente, sono tante...
🎥 FILM 🎬
Salto a piè pari la sezione "cinema" prevista dal tag, perché - se ben ricordo - dopo il 1989 e prima del 2000 disertai. Evidentemente, in quegli anni ero troppo impegnato sul mio set personale aldilà del grande schermo, ovvero nell'interpretazione della parte generosamente assegnatami dal sommo Regista. A pensarci meglio, più di una capatina al cinema l'avrei sicuramente fatta, se non avessi avuto il comodo supporto tecnologico dell'allora indispensabile e oramai obsoleto VHS. Tra registrazioni dalla TV, film a noleggio, acquisti in edicola e alcune chicche da collezione, l'home-video mi appassionò a tratti anche febbrilmente.
Genere mio prediletto in quegli anni era l'horror, di vecchio e nuovo stampo, nelle sue varie declinazioni, una su tutte: il genio David Cronenberg metteva in scena esattamente il tipo di buio in cui adoravo perdermi. Intercettato dalla mia sete di paura e di effetti speciali, il suo talento trasversale - scoprii - era capace di esprimersi alla grande con qualsiasi genere si confrontasse. Tralasciando "Crash" del '96, a mio avviso troppo narcisistico e fine a se stesso, cito le altre pellicole del regista nel decennio (ma prima e dopo non è certo da meno, anzi): "Il pasto nudo" (fantahorror, '91), "M. Butterfly" (drammatico, '93), eXistenZ (fantascienza '99).
Genere mio prediletto in quegli anni era l'horror, di vecchio e nuovo stampo, nelle sue varie declinazioni, una su tutte: il genio David Cronenberg metteva in scena esattamente il tipo di buio in cui adoravo perdermi. Intercettato dalla mia sete di paura e di effetti speciali, il suo talento trasversale - scoprii - era capace di esprimersi alla grande con qualsiasi genere si confrontasse. Tralasciando "Crash" del '96, a mio avviso troppo narcisistico e fine a se stesso, cito le altre pellicole del regista nel decennio (ma prima e dopo non è certo da meno, anzi): "Il pasto nudo" (fantahorror, '91), "M. Butterfly" (drammatico, '93), eXistenZ (fantascienza '99).

Non solo Cronenberg, ovviamente: i cult del periodo (ma anche vari gioiellini annusati qua e là), dal capolavoro "Forrest Gump" (Robert Zemeckis, '94) all'esilarante "Il grande Lebowski" (fratelli Coen, '98) passando per il meritatissimo triplo-Oscar "La vita è bella" (Roberto Benigni, '97), li vidi un po' tutti. Le decine di videocassette, invece, le buttai via anni dopo, forzato da un trasloco e dalla consapevolezza che - in ogni caso - avevano fatto il loro tempo; ma le anime di quei film restano vive, dentro di me prima che sui moderni supporti digitali.
📘 LIBRI 📚
👇 Vedi "Comics".
💭 COMICS 💬
👆 Vedi "Libri". Scherzetto... Il fatto è che gli uni e gli altri portano la firma del medesimo autore, della cui letteratura - da buon horrorofilo - mi ero infatuato: Tiziano Sclavi. Riguardo ai libri, li collezionai e li lessi praticamente tutti, con menzione speciale per "Dellamorte Dellamore" (1991), ripescato dall'autore dopo il "mostruoso" successo ottenuto dal noto personaggio dei fumetti ispirato proprio da quel romanzo cinque anni prima. Segue foto-ricorDOC.

Riguardo ai fumetti, è forse inutile specificare che il personaggio a cui mi riferivo porta il nome di Dylan Dog: un vero e proprio fenomeno editoriale esploso alla fine degli anni '80, che nei '90 (e oltre) raggiunse altissimi livelli di popolarità. Il suo papà Tiziano Sclavi si alternava a un brillante staff di autori per i soggetti, che il talento di bravissimi disegnatori - il mio preferito Corrado Roi, ne parlo QUI - interpretava magistralmente. Saggia intuizione dell'editore Bonelli, a cui va il duplice merito di aver risollevato ancora una volta il fumetto come forma d'arte in sè, e nel contempo il genere horror ben al di sopra della mediocrità. Personalmente mi affrettai a recuperare i primi numeri originali, per poi continuare la collezione con costanza e perseveranza, fino all'albo mensile n°200 datato aprile 2003. A corredo vi erano tutte le uscite fuoriserie, albi giganti, poster, gadget, libri, riviste, praticamente tutto ciò che venne dedicato all'Indagatore dell'Incubo fino a quel momento. Dieci anni dopo decisi a malincuore di dare via tutto, prima che si sciupasse, lanciando sul web questo banner:

Intercettai quindi un collezionista disposto a scambiare quella preziosa carta stampata con altrettanto preziosa carta moneta, 1.500 euro che accontentarono entrambi. Oggi? Mi restano solo poche foto... eccone un paio: il mitico numero 1 (ottobre '86, prezzo di copertina 1.300 lire), e lo stesso riprodotto in miniatura (edizioni Lo Scarabeo).

Tornando per un attimo ai libri, seguire Dylan Dog mi diede modo di cogliere le innumerevoli citazioni e segnalazioni contenute negli albi stessi e negli approfondimenti delle uscite speciali (fonte preziosa, in questo senso, il pregevolissimo "Almanacco della Paura"). Ricordo ad esempio un'antologia dal titolo "Tutte le storie di Frankenstein", in cui diversi autori si misuravano con il mostro più famoso del mondo, ciascuno a modo suo e tutti capaci di sorprendere.
Chiudendo invece il discorso fumetti, quando mi avanzava qualche spicciolo sperimentavo le novità Bonelli del periodo, quali "Nathan Never" (fantascienza), "Julia" e "Napoleone" (giallo), albi davvero squisiti per cura sopraffina, soprattutto nei primi 12/24 mesi d'esordio.
🎲 GIOCHI 🎱
Classici fuoritema in quanto senza tempo: qualche partita a dadi (Yahtzee) a casa di un'amica, qualche pokerino a casa di un amico, qualche tiro a biliardo in compagnia. E la mia prima - probabilmente unica - esperienza di Casinò (su invito, in terra straniera). Una bolgia dantesca! Morti viventi, questa volta reali, in abito chic severamente obbligatorio che mi toccò persino noleggiare, a rimpinzare decine di diaboliche macchinette mangiasoldi... In compenso vinsi alla roulette 😊! Le foto mi mancano, recupero dal web:


Più ricca e articolata, ma relativa ai miei anni '70 e '80, è la sezione a tema che sviluppai nel post "Le stanze dei giochi", cliccabile QUI.
👾 VIDEOGAMES 💥
Non ai livelli degli anni '80, ma le monete nei flipper e nei cabinet delle sale giochi continuavo a inserirle, anche se con frequenza sempre minore: cominciavo a capire (era ora, direi) che potevo investirle in qualcosa di più appagante o necessario. Riguardo alle console, a parte la grezza Mattel "Intellivision" consumata nel decennio precedente, non hanno mai fatto breccia in me. In ambito casalingo, la mia passione per i videogiochi si era manifestata attraverso i computer - inizialmente Sinclair "ZX Spectrum", Commodore "Vic 20", "64", "Amiga", - fino all'avvento dei PC degni di tale nome, che mi elettrizzarono - ludicamente e non - a partire dal '96. Tra le tante modalità di interazione che si avvicendavano, il mio genere favorito fu da subito lo "Sparatutto in Prima Persona", o FPS (First Person Shooter).
A fare la differenza rispetto alle altre categorie di giochi non fu certo la "violenza", visto che comunque si lottava e si sparava diffusamente anche in moltissimi altri, ma la prospettiva: la visuale in prima persona, unitamente all'audio in cuffia e alle braccia tese in avanti sulla tastiera con le mani che rispuntavano nello schermo come se mi appartenessero, generava una "full immersion" nella dimensione fantastica come nessuna altra modalità era capace.
Meraviglia delle meraviglie, da allora potei quindi tuffarmi nelle mie ambientazioni predilette - horror, fantasy, fantascienza - in una più suggestiva e soggettiva veste di protagonista; e se parlo al passato è solo contestualmente al post, perché la mia preferenza non è mai cambiata, fino agli avanzatissimi scenari disponibili oggi.
DOOM, lo spassosissimo Shadow Warrior (sotto), Heretic e Quake i primi compagni di una lunga serie che continua a promettere evoluzioni da brivido.
A fare la differenza rispetto alle altre categorie di giochi non fu certo la "violenza", visto che comunque si lottava e si sparava diffusamente anche in moltissimi altri, ma la prospettiva: la visuale in prima persona, unitamente all'audio in cuffia e alle braccia tese in avanti sulla tastiera con le mani che rispuntavano nello schermo come se mi appartenessero, generava una "full immersion" nella dimensione fantastica come nessuna altra modalità era capace.
Meraviglia delle meraviglie, da allora potei quindi tuffarmi nelle mie ambientazioni predilette - horror, fantasy, fantascienza - in una più suggestiva e soggettiva veste di protagonista; e se parlo al passato è solo contestualmente al post, perché la mia preferenza non è mai cambiata, fino agli avanzatissimi scenari disponibili oggi.
DOOM, lo spassosissimo Shadow Warrior (sotto), Heretic e Quake i primi compagni di una lunga serie che continua a promettere evoluzioni da brivido.
📺 TELEVISIONE 🎼
Già alla fine degli anni '80 la Tv cominciò a stufarmi; tuttavia non ho mai smesso di gettarvi l'amo, traendone sporadiche soddisfazioni in termini d'intrattenimento. Degli anni '90 ricordo in particolare: i video musicali di una irripetibile MTV d'epoca; la comicità graffiante di "Avanzi" e le chicche cinematografiche proposte la notte da "Fuori Orario"* su Rai 3; alcune sit-com carine tipo "La tata", gli innovativi "X-Files", e più distrattamente qualche telequiz, i servizi de "Le iene" e alcuni sketch di "Mai dire gol" diffusi da Mediaset.
(*) Bellissima la sigla d'apertura, sulle calde note di "Because the night" by Patty Smith:
🍕 CIBO 🍺

Qui ci metto la pizza, perché in quegli anni - seppure per un brevissimo periodo - da assiduo consumatore mi trasformai in discreto (a detta dei clienti) produttore. DOC pizzaiolo... non risultò una cifra costante della mia vita, ma fu istruttivo e divertente! 😅
👕 SHOPPING 👖

🏃 LIFE 🕜
⛔ Pardon: riservato ai contatti più intimi. [Sezione inserita solo per attenermi alle indicazioni del tag]. A parte quanto già rivelato qui e diluito nel blog in generale, considerato che si tratta del periodo ad oggi più "hot" della mia vita, non mi va di svenderlo per intero pubblicamente, senza contare che per svilupparlo tutto dovrei aprire un blog ad-hoc. Così come non me la sento di trattare con ingrata superficialità proprio i ricordi che più mi stanno a cuore. Non escludo che un giorno possa decidere di infrangere la mia stessa privacy, ma anche nell'improbabile eventualità credo che i contenuti meriterebbero una confezione più consona.
💟 RICORDO DELL'EPOCA 🌼

DOC
Cielo, mio marito!
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Fosse femmina, sarebbe mia moglie. Già, perché il Cielo l'ho sposato, e solo la Morte potrà separarci o unirci per sempre.

Nella foto qui sopra, di mio c'è solo tanta meraviglia, peraltro macchiata da un pizzico di deplorevole invidia verso l'autore Santiago Borja, pilota. Si tratta di "Pacific Storm" (Tempesta Pacifica), scatto meritevole del 3° posto tra le migliori foto naturaliste dell'anno, nel concorso indetto da National Geographic. «Un isolato cumulonembo di tempesta sopra l'Oceano Pacifico, a poche miglia a sud della costa di Panama City. L'intera struttura è stata illuminata da un singolo fulmine all'interno della tempesta in una notte senza luna, il 16 giugno 2016». Waaa!
Il meglio lo avete già visto. D'altronde basta Googlarlo, il Cielo, per riempirsene (attenzione a quello fuori dalla finestra, è un "fake"). Ma non in questo caso, almeno fino ad oggi. Le foto che vado a snocciolarvi, hanno infatti ben due eccezionalità. Uno) Sono inedite: bontà vostra, sarete tra i primi in assoluto a vederle, a meno che non mi stiate leggendo nel 2071. Due) Sono DOC. Le ho scattate io, personalmente, e per di più occasionalmente. Se avessi previsto di trarne un post, sarebbe riuscito persino peggio, ve lo garantisco. Tre) Avevo detto due.
Qui sotto, l'ultimo scatto in ordine di tempo. Risale a pochi giorni fa, ovvero all'epoca incerta di Kodardus (vedi post precedente). A seguire, frammenti di Cielo dallo spaziotempo - o, per citare Dylan Dog, da un Altroquando (me lo porterei nella tomba, quell'albo speciale n°2 / Luglio '88). Quelle dopo Luglio non sono faccine, ma un apostrofo, due otto, una parentesi chiusa e un punto.
Il meglio lo avete già visto. D'altronde basta Googlarlo, il Cielo, per riempirsene (attenzione a quello fuori dalla finestra, è un "fake"). Ma non in questo caso, almeno fino ad oggi. Le foto che vado a snocciolarvi, hanno infatti ben due eccezionalità. Uno) Sono inedite: bontà vostra, sarete tra i primi in assoluto a vederle, a meno che non mi stiate leggendo nel 2071. Due) Sono DOC. Le ho scattate io, personalmente, e per di più occasionalmente. Se avessi previsto di trarne un post, sarebbe riuscito persino peggio, ve lo garantisco. Tre) Avevo detto due.
Qui sotto, l'ultimo scatto in ordine di tempo. Risale a pochi giorni fa, ovvero all'epoca incerta di Kodardus (vedi post precedente). A seguire, frammenti di Cielo dallo spaziotempo - o, per citare Dylan Dog, da un Altroquando (me lo porterei nella tomba, quell'albo speciale n°2 / Luglio '88). Quelle dopo Luglio non sono faccine, ma un apostrofo, due otto, una parentesi chiusa e un punto.











E quindi:
DOC
In apertura: un manifesto pubblicitario della serie "Faceless" (senza volto), curata dalla stilista belga Diane Von Fürstenberg per il lancio della sua collezione "Beginnins", moda primavera-estate 2012.
Nè cervo nè gabbiano
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Cervo a primavera, aspirante a gabbiano di scogliera... Macchè, niente da fare! Google ha smascherato il vero animale che è in me! Oggi, come immagino milioni di persone, ho lanciato il breve test proposto da Google in occasione della Giornata della Terra: «che animale sei?»

Ebbene, se mi promettete clemenza negli eventuali commenti, vi mostro il risultato. TADA'! Ecco a voi il vero DOC secondo Google:

DOC
Immagine in apertura di Rafael Varona
I miei amori segreti
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Cosa virgolettare: "miei", "amori" o "segreti"? En3mbe (entrambe + una) le parole. Per correttezza, deludendo in parte le aspettative delle migliaia di fans che mi seguono, è bene anticipare che "miei" abita in un contesto di pura fantasticheria; "amori" va interpretato fondamentalmente come "cotte da pruriti adolescenziali", ormai lontane anni luce; "segreti" si fa per dire, soprattutto ora che li riunisco in bella vista in questo post.

La prima rivelazione mi crea un leggero imbarazzo, sicchè per rompere il ghiaccio mi affido a Wikipedia: «Samantha Fox (Londra, 15 aprile 1966) è una cantante ed ex modella britannica. Ottenne una grande popolarità negli anni ottanta soprattutto con il singolo "Touch Me (I Want Your Body)", che raggiunse le vette delle classifiche internazionali». I più maliziosi avranno intuito, sbirciando la foto al lato, che non erano esattamente le sue discutibili doti canore ad attrarmi, piuttosto i grandi "polmoni" che le davano fiato... Tant'è che le riservai la terza di copertina del mio diario scolastico di prima superiore, incollandovi una foto simile ma senza leopardo. Per la cronaca, a fine anno la mia propensione per le bocce fu soddisfatta: non incontrai Samantha Fox, ma in compenso fui bocciato.

Scollandomi dal "basic instinct", raddrizzo il tiro e passo a rievocare una signora di tutt'altra classe.
Monica Vitti, vanto del cinema italiano, non ha certo bisogno di presentazioni. A differenza della Fox, che più dell'aggettivo "bona" non m'ispirava, ho sempre guardato a questa meravigliosa attrice con devota ammirazione. Malgrado fosse di gran lunga più grande di me, incarnava l'ideale di donna che avrei voluto accanto: per perdermi nei suoi larghi occhi e nel generoso sorriso, ma soprattutto per il suo carisma di professionista in carriera senza grilli per la testa, nonché per l'innata passione che trasmetteva. E poi mi faceva tanta tenerezza, nei suoi film, perché spesso interpretava ruoli da sottomessa, mentre io avrei voluto proteggerla da tutto e da tutti.
Monica Vitti, vanto del cinema italiano, non ha certo bisogno di presentazioni. A differenza della Fox, che più dell'aggettivo "bona" non m'ispirava, ho sempre guardato a questa meravigliosa attrice con devota ammirazione. Malgrado fosse di gran lunga più grande di me, incarnava l'ideale di donna che avrei voluto accanto: per perdermi nei suoi larghi occhi e nel generoso sorriso, ma soprattutto per il suo carisma di professionista in carriera senza grilli per la testa, nonché per l'innata passione che trasmetteva. E poi mi faceva tanta tenerezza, nei suoi film, perché spesso interpretava ruoli da sottomessa, mentre io avrei voluto proteggerla da tutto e da tutti.

Ormai l'avrete capito, a DOC piacciono le bionde (almeno quanto le brune). E l'immagine qui accanto non mi smentisce... Ebbene sì, in realtà il mio più grande amore è lei: la pasta! Scherzi a parte (vogliamo parlare della Nutella, o del tiramisù?), forse è meglio che chiuda qui. Se mi dilungassi, a qualcuno questo post potrebbe risultare disturbante; detto tra noi, non vorrei che il mio vero e unico grande amore si procurasse l'intero cofanetto dei CD di Samantha Fox per rompermelo in testa («Altro che bocce, screanzato!») Intendiamoci, non che la mia signora sia così gelosa, volubile o così poco fine da non capire che si tratta di "amori" virgolettati e d'altri tempi; semplicemente, sono appena guarito dall'influenza stagionale, e non me la sento proprio di trascorrere un'altra settimana a letto a causa di un bernoccolo gigante :)
DOC
Nerd memories: il mio primo...
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...televisore - (sullo stile del) PHILCO "BLACK NOVELTY"

Primi anni '70, allora ero troppo giovane perché oggi possa ricordarmi esattamente marca e modello della mia prima Tv. Di sicuro ricordo che era in bianco e nero, voluminosa, con mobile squadrato scuro e rifiniture metalliche, molto simile (ma non identica) al modello in foto.
...telefono fisso - SIEMENS S62 "BIGRIGIO"

Anno di nascita: 1962. Ha resistito fino a metà degli anni '90, quando è stato definitivamente soppiantato dai primi modelli a tastiera, antesignani di quelli attuali.
...telefono in cabina - SIP APPARECCHIO TELEFONICO A GETTONI "U+I"

Storia parallela a quella del telefono casalingo sopra descritto. Funzionava con gettoni telefonici. Il primo di questi fu coniato nel 1927; la generazione successiva ebbe corso dal 1959 al 31 dicembre 2001. Nel '59 il valore del gettone era di 30 lire, poi aumentò gradualmente fino a raggiungere 200 lire nell'84. Il gettone telefonico veniva utilizzato anche come moneta, pur non avendo valore ufficiale di conio statale.
...telefono cellulare - PANASONIC GD30

In commercio dal 1999 (rispetto alle tendenze della mia generazione, sono arrivato un po' in ritardo sull'acquisto del mio primo telefonino: per molto tempo ho preferito spendere diversamente i miei risparmi, non ritenendolo indispensabile, finchè ho dovuto cedere per non restare "fuori dal tunnel").
Nella prima metà del 2000 veniva distribuito in promozione dalla Omnitel a 299.000 lire con 50.000 lire di scheda prepagata inclusa. Dimensioni 135 x 45 x 20 mm. Peso 135 g. Antenna fissa. Monoblocco. GSM Dualband (900/1800 Mhz). Sistema operativo proprietario. Memoria non espandibile. Batteria removibile 670 mAh (100 ore in standby, 210 min. in conversazione). Display monocromatico 4 x 16 caratteri. Messaggistica SMS. Vibrazione. Orologio. Sveglia. Rubrica telefonica su SIM card.
Nella prima metà del 2000 veniva distribuito in promozione dalla Omnitel a 299.000 lire con 50.000 lire di scheda prepagata inclusa. Dimensioni 135 x 45 x 20 mm. Peso 135 g. Antenna fissa. Monoblocco. GSM Dualband (900/1800 Mhz). Sistema operativo proprietario. Memoria non espandibile. Batteria removibile 670 mAh (100 ore in standby, 210 min. in conversazione). Display monocromatico 4 x 16 caratteri. Messaggistica SMS. Vibrazione. Orologio. Sveglia. Rubrica telefonica su SIM card.
...macchina fotografica - KODAK "POCKET INSTAMATIC"

Lanciata nel 1972, ebbe un gran successo, tant'è che negli anni a seguire ne vennero prodotte svariate versioni. Montava pellicole a rullino da 110 mm. A pensarci bene, non dovrebbe rientrare nella categoria "elettronica": non necessitava neanche di batterie.
...flipper da bar - GOTTLIEB, WILLIAMS, ETC.

Modelli semplici, anni '70. Una partita (3 palline) costava 50 lire. Bersagli e bonus da centrare erano pochi: una volta presa la mano e sfruttando con un po' d'astuzia i punti deboli della meccanica d'epoca, si puntava dritti al punteggio record. In alcuni casi, il gestore del bar metteva in palio una consumazione (solitamente gelato o patatine) ottenibile a superamento del record assoluto. Altri, meno sportivamente, aumentavano la pendenza dei flipper fissando i gambi posteriori ad un'altezza maggiore del normale, così da rendere il gioco più difficile e le tasche dei ragazzini (o meglio, dei loro genitori) più vuote a favore delle proprie.

...videogioco da casa - COLECO "TELSTAR"

In commercio dal 1976 a circa 50.000 lire. Si collegava al televisore. Colori: bianco e nero. Tre giochi per due persone, varianti del più noto predecessore "Pong".
...videogioco in sala giochi - TAITO "SPACE INVADERS"

In Italia dal 1980. Scheda elettronica Intel 8080, monitor CRT e circuito analogico per gli effetti audio. Monocromatico: i colori venivano resi tramite pellicole colorate applicate sul vetro. Una partita (3 vite) 100 lire.
...Personal Computer - SINCLAIR "ZX SPECTRUM" 16K


In commercio dal 1982 a 398.000 lire. Dimensioni: 233 x 144 x 30 mm. Processore Zilog Z80A a 3,5 MHz. Memoria 16 kB ROM contenente il sistema operativo e l'interprete BASIC, 16 kB RAM. Grafica: 256x192 pixel, 15 colori a schermo. Audio: altoparlante interno, effetti sonori, brani polifonici e un minimo di sintesi vocale. Tastiera: 40 tasti in gomma.
Lo Spectrum, per il quale non era commercializzato un monitor dedicato, si collegava ad un normale televisore sul canale 36. Memoria di massa: anche qui era sufficiente un normale registratore a cassette, il software era registrabile e distribuito sulle (allora comuni) musicassette a nastro. Ne scrivo anche in questo post: "Piccino Piccì".
Lo Spectrum, per il quale non era commercializzato un monitor dedicato, si collegava ad un normale televisore sul canale 36. Memoria di massa: anche qui era sufficiente un normale registratore a cassette, il software era registrabile e distribuito sulle (allora comuni) musicassette a nastro. Ne scrivo anche in questo post: "Piccino Piccì".
...player musicale - MANGIADISCHI MUSICALNASTRO "PENNY"

In circolazione dalla metà degli anni '70, suonava dischi in vinile da 45 giri. Era alimentato a batterie o a corrente 220 volts e disponibile in vari colori (ma quello "cult" restò per sempre l'arancione). Inizialmente, assieme ai dischi musicali, vi ascoltavo le mitiche "Fiabe Sonore" prodotte dai Fratelli Fabbri Editori.
...sintetizzatore musicale - CASIO "VL-TONE"

Prodotta nel 1979, questa piccola tastiera funzionava con 4 batterie stilo o con l'alimentatore da 6 volts. Era dotata di 5 modalità selezionabili (Piano, Fantasy, Violin, Flute, Guitar), di 10 ritmi preimpostati e di calcolatrice.
Il Casio Vl-Tone ispirò vari musicisti dell'epoca, italiani e stranieri. Ricordo ad esempio Alberto Camerini, che nell'82 la utilizzò per la canzone "Tanz Bambolina", oppure il Trio, gruppo tedesco, che nello stesso anno - sulla base di un ritmo standard - compose il proprio brano di maggior successo: "Da Da Da I Don't Love You You Don't Love Me Aha Aha Aha".
Il Casio Vl-Tone ispirò vari musicisti dell'epoca, italiani e stranieri. Ricordo ad esempio Alberto Camerini, che nell'82 la utilizzò per la canzone "Tanz Bambolina", oppure il Trio, gruppo tedesco, che nello stesso anno - sulla base di un ritmo standard - compose il proprio brano di maggior successo: "Da Da Da I Don't Love You You Don't Love Me Aha Aha Aha".
DOC
Archivio
Citofono
Citofono
Albert Einstein1
Alda Merini2
Alessandro Del Piero2
Alessandro Magno1
Alessandro Manzoni1
Alessandro VI1
Alessandro Volta1
Alice2
Amélie1
Andrea Mei1
Andrea Pazienza1
Angeli custodi3
Angelo Branduardi1
Aris blog2
Augusto Cavadi3
B. B. King1
Babbo Natale2
Barack Obama2
Beck2
Bella addormentata1
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Bonk e Reetz1
Bouguereau1
Brutto anatroccolo1
CCCP - CSI4
Carlo Collodi2
Charles Fréger1
Charles M. Schulz1
Charlie Chaplin1
Chuck Berry1
Claudio Villa1
Colorare la vita5
Corrado Roi1
Curlydevil1
DOC23
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David Bowie1
David Cronenberg2
David Gilmour3
Dio1
Draghi4
Dylan Dog1
Eagles1
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Fabrizio De Andrè4
Federico Fellini1
Francesca Ghermandi1
Franco Battiato4
Frank Sinatra1
Freddie Mercury1
Frostie1
Gatto con gli stivali1
Gene Kelly1
Georges Wolinski1
Gian Lorenzo Bernini1
Gianna Nannini2
Giorgio Gaber1
Giorno della Memoria2
Gorillaz1
Grafton Pottery1
Green Day1
Gulliver1
Haddon Sundblom1
Halloween4
Hans Zimmer1
Harinzey Stanley1
Hindi Zahra1
Hulk1
Igor Siwanowicz1
Jack Nicholson2
Jacovitti1
James Brown1
James Matthew Barrie2
Jamie Foxx1
Janis Joplin1
Jean Giraud4
Jerry Lewis1
Jim Mckenzie1
Jim Morrison1
Jimi Hendrix2
John Lennon4
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Johnny Stecchino1
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Jovanotti7
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Juventus3
Karol Wojtyla1
Kevin James1
Krampus1
Kurt Cobain1
Lanterna Verde1
Leonardo Manera1
Leonardo da Vinci1
Lewis Carroll2
Liliana Segre1
Liu Bolin1
Louis Armstrong3
Luciano Pavarotti2
Lucio Dalla3
Luna5
Lupin III1
Madre Teresa1
Mamma9
Manlio Sgalambro1
Manu Chao1
Manu Topic1
Mari da solcare4
Maria D'Asaro6
Michael J. Fox1
Milo Manara2
Moby2
Moebius4
Momix1
Monica Auriemma1
Monica Vitti1
Morte3
Mutoid Waste Company1
Nicola Piovani1
Nicoletta Ceccoli1
Nina Hagen1
Nina Simone1
Nirvana1
Nomadi1
Olympe de Gouges1
PES2
Pablo Neruda1
Pablo Picasso1
Pace5
Paolo Conte1
Paolo Migone1
Paolo Nutini1
Paolo Villaggio1
Papa4
Patty Pravo1
Peanuts3
Peter Pan2
Philippe Faraut1
Philippe Petit1
Pilobolus1
Pink Floyd2
Pino Daniele1
Pinocchio3
Pollicino1
Primo Levi1
Principe Ranocchio1
Queen2
Radiohead1
Rapunzel1
Renato Carosone1
Renato Zero1
Renoir1
Robert Downey Jr.1
Robert Miles1
Roberto Benigni4
Roberto Vecchioni1
Robin Williams2
Romina Beneventi1
Salvador Dalì2
Samantha Cristoforetti1
Sandra Mondaini1
Sandro Pertini3
Sbirulino3
Sergio Endrigo1
Seward Johnson1
Shrek1
Skrillex1
Sole2
Stanley Kubrick1
Stragà1
Terra4
The Beatles1
The Bombay Royale1
The Chemical Brothers2
Vasco Rossi4
Vele Ivy5
Vinicio Capossela1
Walt Disney1
Willi.i.am1
Woody Allen1
Yann Tiersen1
Yudy Sauw1
Zack Mclaughlins1
Zucchero2
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