Merda d'Artista

"Merda d'Artista" by Piero Manzoni, 1961. Produzione: 90 scatolette etichettate in quattro lingue e opportunamente autografate. Contenuto: 30 gr. ciascuna - come da etichetta -, in realtà vuote (per fortuna, viste le premesse). Eppure vendute all'equivalente peso d'oro dell'epoca (almeno 2.000 euro odierni ciascuna).
Artista milanese, Piero ci lasciò due anni dopo colto da infarto a soli 29 anni. La sua bizzarra eredità ha ispirato questo post.
Artista milanese, Piero ci lasciò due anni dopo colto da infarto a soli 29 anni. La sua bizzarra eredità ha ispirato questo post.
• Sarà perché il miglior esercizio che possiamo permetterci su questa Terra, ovvero l'unico davvero sostenibile, ci riduce - ossia ci eleva - ad una funzione meramente fisiologica: defecare. Rimettere al pianeta quanto vi sottraiamo. Concimarlo con feci, e annaffiarlo con urina. Per concezione, derivazione, devozione. Per Natura insomma. Nonché proseguire l'opera da cadaveri, e persino oltre, giacché nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma. Decomposizione anch'essa ecologica al 100%.
In un'economia 'di merda' se vorrete, ma la sola che possiamo definire 'circolare'. Ovvero priva di effetti collaterali nocivi a tutto e tutti, dall'immediato al lungo termine.
A proposito di decomposizione... Divagazione irresistibile (l'unica: le altre rinchiuse a fatica nel cassetto). Ormai è prassi comune alle imprese funebri offrire il servizio di cremazione degli animali domestici. Ebbene. A meno che non mi sia perso qualcosa, debbo ancora incontrare un'attempata gatta o un anziano cagnone che siano capaci in fin di Vita di desiderare - men che meno trasmetterci - ultime volontà in questo contro-senso, tutto maniacalmente nostro fino a prova contraria.
• Sarà perché occasionalmente, se non quotidianamente, la merda ci identifica. A volte basta specchiarci al mattino, per farcene una ragione. Salvo poi affidarla ad un confessionale domenicale (cassonetto differenziato, da non confondere col cesso: il primo più astratto e profumato d'incenso, il secondo un po' meno).
Merda riscontrata anzitutto negli altri: vicolo cieco a farci da comodo tappeto sotto cui nascondere la nostra.
E ancora. Merda amplificata dai social, come tutto il resto d'altronde... «Ma l'alibi non regge e l'evidenza sfugge»*.
In quest'ambito, come in altri di riflesso, la «Merda amplificata» tende a sommergere «tutto il resto d'altronde». Ne risulta una 'discarica a web aperto': da bonificare e rielaborare con estrema urgenza, a mio modesto avviso. Pena collasso definitivo della "vecchia" dimensione reale. Fatta di entità divinamente insostituibili, finché degne del contesto che le concepì.
Parlo di quella Terra fisica, tangibile, da sempre normalmente affrontabile senza bisogno di superflue pròtesi iper-tecnologiche. Basterebbe ogni tanto abbassarsi a sfiorarla, questa benedetta Terra: non necessariamente per recuperare un'auricolare sfuggito al padiglione, o raccogliere un'ammiccante banconota dispersa incrociata sul cammino, per salvarla dall'estinzione.
Se poi sulla Terra ti ci sdrai per un attimo, e volgi lo sguardo al Cielo, il "reset" si compie all'istante. A quando risale l'ultima volta che lo hai fatto? Già... Per questo tipo di 'notifiche' non c'è ancora un'App dedicata. Anzi, ma che dico? Certo che sì, diamine! Di App con promemorie impostabili all'infinito ce n'è fin troppe... Quasi dimenticavo che non siamo più capaci di autocontrollo. Salvo quei 5 cinque minuti al giorno, sufficienti ad impostare 4 App in 3 Tap tra 2 Hip-hop e 10.000 TikTok. Fino all'ultimo Step - indispensabile al pari dell'ossigeno: assicurarsi che la carica dello smartphone resti al Top.
Cosa vuoi che siano 5 minuti d'impegno cerebrale, quando il resto della giornata [23 ore e 55 min.] può tranquillamente perdersi a cervello spento? Nenche i migliori spacciatori d'eroina avrebbero immaginato una simile concorrenza.
• Sarà perché siamo fortunati, intanto d'essere ancora Vivi. O meglio... Tu di certo, dal momento che stai leggendo. Riguardo al sottoscritto, le probabilità si assottigliano ogni giorno di più. In effetti, questo potrebbe essere solo un mucchio di parole rimasto orfano e imbrigliato nel limbo-internet a tempo indeterminato. Proprio come i tanti 'lasciti' che non smettono di popolare in ogni istante "l'al-di-web".
Tornando ai Vivi "per certo", qui ed ora, o altroquando che sia: tassello di un 'puzzle' infinito e sparigliato al pari dell'Universo. Impossibile(?) da inquadrare nel suo insieme. Per quanto, la riprova che il mondo fu confezionato a misura nostra, risieda già nei piccioni: immagina se al posto loro fossero le mucche, a volare 💩
In chiusura, il menu prevede un ultimo squisito assaggio di "Merda d'Artista" dalla mia video-music playlist privata. O meglio, a scanso d'equivoci: pubblicamente e liberamente diffusa. "Privata" solo delle 'merde' pubblicitarie con cui YouTube e compagnia bella ci ricattano. O paghi (e paghi caro)... O ti sorbisci la peggiore violenza ad oggi mai perpetrata ai danni della Cultura. Allerta massima, per quanto da queste parti si voli decisamente più in alto...
A proposito di decomposizione... Divagazione irresistibile (l'unica: le altre rinchiuse a fatica nel cassetto). Ormai è prassi comune alle imprese funebri offrire il servizio di cremazione degli animali domestici. Ebbene. A meno che non mi sia perso qualcosa, debbo ancora incontrare un'attempata gatta o un anziano cagnone che siano capaci in fin di Vita di desiderare - men che meno trasmetterci - ultime volontà in questo contro-senso, tutto maniacalmente nostro fino a prova contraria.
• Sarà perché occasionalmente, se non quotidianamente, la merda ci identifica. A volte basta specchiarci al mattino, per farcene una ragione. Salvo poi affidarla ad un confessionale domenicale (cassonetto differenziato, da non confondere col cesso: il primo più astratto e profumato d'incenso, il secondo un po' meno).
Merda riscontrata anzitutto negli altri: vicolo cieco a farci da comodo tappeto sotto cui nascondere la nostra.
E ancora. Merda amplificata dai social, come tutto il resto d'altronde... «Ma l'alibi non regge e l'evidenza sfugge»*.
In quest'ambito, come in altri di riflesso, la «Merda amplificata» tende a sommergere «tutto il resto d'altronde». Ne risulta una 'discarica a web aperto': da bonificare e rielaborare con estrema urgenza, a mio modesto avviso. Pena collasso definitivo della "vecchia" dimensione reale. Fatta di entità divinamente insostituibili, finché degne del contesto che le concepì.
Parlo di quella Terra fisica, tangibile, da sempre normalmente affrontabile senza bisogno di superflue pròtesi iper-tecnologiche. Basterebbe ogni tanto abbassarsi a sfiorarla, questa benedetta Terra: non necessariamente per recuperare un'auricolare sfuggito al padiglione, o raccogliere un'ammiccante banconota dispersa incrociata sul cammino, per salvarla dall'estinzione.
Se poi sulla Terra ti ci sdrai per un attimo, e volgi lo sguardo al Cielo, il "reset" si compie all'istante. A quando risale l'ultima volta che lo hai fatto? Già... Per questo tipo di 'notifiche' non c'è ancora un'App dedicata. Anzi, ma che dico? Certo che sì, diamine! Di App con promemorie impostabili all'infinito ce n'è fin troppe... Quasi dimenticavo che non siamo più capaci di autocontrollo. Salvo quei 5 cinque minuti al giorno, sufficienti ad impostare 4 App in 3 Tap tra 2 Hip-hop e 10.000 TikTok. Fino all'ultimo Step - indispensabile al pari dell'ossigeno: assicurarsi che la carica dello smartphone resti al Top.
Cosa vuoi che siano 5 minuti d'impegno cerebrale, quando il resto della giornata [23 ore e 55 min.] può tranquillamente perdersi a cervello spento? Nenche i migliori spacciatori d'eroina avrebbero immaginato una simile concorrenza.
• Sarà perché siamo fortunati, intanto d'essere ancora Vivi. O meglio... Tu di certo, dal momento che stai leggendo. Riguardo al sottoscritto, le probabilità si assottigliano ogni giorno di più. In effetti, questo potrebbe essere solo un mucchio di parole rimasto orfano e imbrigliato nel limbo-internet a tempo indeterminato. Proprio come i tanti 'lasciti' che non smettono di popolare in ogni istante "l'al-di-web".
Tornando ai Vivi "per certo", qui ed ora, o altroquando che sia: tassello di un 'puzzle' infinito e sparigliato al pari dell'Universo. Impossibile(?) da inquadrare nel suo insieme. Per quanto, la riprova che il mondo fu confezionato a misura nostra, risieda già nei piccioni: immagina se al posto loro fossero le mucche, a volare 💩
In chiusura, il menu prevede un ultimo squisito assaggio di "Merda d'Artista" dalla mia video-music playlist privata. O meglio, a scanso d'equivoci: pubblicamente e liberamente diffusa. "Privata" solo delle 'merde' pubblicitarie con cui YouTube e compagnia bella ci ricattano. O paghi (e paghi caro)... O ti sorbisci la peggiore violenza ad oggi mai perpetrata ai danni della Cultura. Allerta massima, per quanto da queste parti si voli decisamente più in alto...
«Si vince si perde / si pestano merde...»
Jovanotti | "L'elemento umano" | Dall'album "Ora", 2011
UNO X DUE: RELAZIONE
[Glass Duo | 𝄞 Tchaikovsky]
UNO X UNA: PIANOFORZA
[Yuja Wang | 𝄞 Horowitz]
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