Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Pace

Non bellum, bellis perennis!


Il motto qui sopra è frutto di uno dei miei rarissimi azzardi con il latino: non l'ho mai studiato, escludo che potrà mai assalirmi il desiderio di farlo, ma occasionalmente ci giocherello perché fa tanto figo 😏 Non so nemmeno se la forma sia appropriata, in ogni caso - a meno che non scopra che possa generare equivoci - ormai è coniato. Certo della vostra umana comprensione, passo allo svolgimento.



Riguardo al frutto di cui alla premessa, diciamo subito che in bellum non c'è niente di bello: bellum significa guerra, per cui non bellum = no alla guerra. Invece bellis perennis (bellis = bello / perennis = per sempre) è il nome scientifico delle piccole margherite che sbocciano nei prati tutto l'anno. Potremo ammirarle nel pieno della fioritura con l'arrivo della Primavera, indicandole come Pratolina comune, o Margheritina, o ancora Pratellina, Bellide, Daisy, Lawndaisy, pâquerette, Tausendschön... Ma non divaghiamo: il fiore c'è, il frutto l'abbiamo spremuto, arrivo al succo: «Solo senza la guerra, potrà essere sempre bello!». O qualcosa del genere. Uff! A volte non mi capisco. Che bisogno c'era di prenderla così alla lontana? Bastava una semplice, piccola e tonda parola di due sillabe: Pace! Non è che si debba per forza cantare tutta la "Proposta" dei Giganti... spesso più si è brevi e più si è incisivi. Furbamente, in questi casi, la sintesi perfetta si ottiene mediante un simbolo.



Il simbolo della Pace nacque nel 1958, quando i simboli d'alto valore morale non affogavano ancora in una marea di futili smile ed emoticon. Il disegno originale che vedete qui sopra, ad opera dell'artista Gerald Holtom, fu realizzato nell'ambito della campagna inglese per il disarmo nucleare. Lo stesso nucleare di cui - dal 1945 - conosciamo fin troppo bene la potenza devastatrice; ma la follia non ci ha ancora abbandonato, e anziché imparare dai propri errori, se ne nutre: così, proprio in questi giorni, "grazie" al rilancio del not-my-president Trump, l'incubo della bomba atomica torna a far tremare l'umanità.
Un disegno tutto da rispolverare, quindi, quello di Holtom, che in breve tempo divenne un emblema di riferimento per i movimenti pacifisti di tutto il pianeta. Come per ogni logo che si rispetti, il simbolo della Pace contiene il messaggio originale: nello specifico, qui il designer ha assemblato le lettere "N" (nuclear) e "D" (disarmament), traendole dall'alfabeto semaforico.


Nel corso del tempo, il desiderio di Pace si è manifestato (in alcuni casi meglio "incarnato") attraverso una varietà di forme d'espressione e declinazioni talmente ampia che è praticamente impossibile annoverarle tutte. A titolo d'esempio ne riporto solo alcune, tra le più significative.

"Embrace the Base": 30.000 donne si tengono per mano lungo i 10 Km. del perimetro di recinzione che circondano la base aerea Royal Air Force Fairford nel Berkshire, Inghilterra, per manifestare contro la destinazione d'uso a base missilistica americana. E' il 12 dicembre 1982. L'anno seguente la catena umana si ripete con 70.000 partecipanti, questa volta ambosessi, ad ampliare l'area di protesta: perimetro 23 Km. Altre dimostrazioni si susseguono negli anni a venire. Gli ultimi missili lasciano il campo nel 1991, a seguito del "Trattato sulle forze nucleari a medio raggio"; ma gli attivisti, reduci da azioni d'allontanamento e centinaia di arresti, insediati ostinatamente sul territorio ormai da tempo, continueranno a vigilare fino all'anno 2000, quando otterranno di potervi lasciare un'insegna in ricordo della loro battaglia.

"Il più grande evento di protesta nella storia umana": così fu definita la manifestazione coordinata del 15 febbraio 2003, che vide oltre 600 città in tutto il mondo opporsi alla imminente guerra in Iraq. La partecipazione più alta in assoluto si ebbe a Roma: la dimostrazione coinvolse circa tre milioni di persone, aggiudicandosi nell'anno successivo una voce nel Guinness dei Primati come il più grande raduno contro la guerra nella storia. Ma non fu abbastanza: un mese dopo gli USA si apprestavano ad invadere l'Iraq.

In chiusura, un balzo più indietro: alla guerra del Vietnam e ai... fiori. Era il 21 ottobre 1967, quando il fotografo americano Bernie Boston produsse lo scatto che riporto qui sopra, intitolato "Flower Power". La foto, che rese celebre il suo autore, ritrae un giovane "armato" di garofani in risposta ai fucili puntati contro, durante una manifestazione pacifista contro la guerra del Vietnam, a Washington, proprio davanti all'ingresso del Pentagono.
Questo scatto ha un gemello, e chissà chi sia nato prima. Stesso giorno e stesso luogo, un altro fotografo, il francese Marc Riboud, realizza una fotografia analoga, in cui il soggetto questa volta è una ragazza, e il fiore un crisantemo. Lo scatto, intitolato "La Fille à la fleur" (La ragazza con il fiore), lo troviamo anche sotto il titolo inglese "The Ultimate Confrontation: The Flower and the Bayonet" (Il confronto finale: il fiore e la baionetta). L'unico "difetto" che ha questa foto, rispetto alla precedente, è che risulta un po' troppo perfetta, sotto vari punti di vista. Carpe diem... o messa in scena? Giudicate voi, in ogni caso capolavoro resta.

Altre esternazioni in nome della Pace su questo blog:
QUI un breve monito interreligioso di Papa Francesco;
QUI il contributo di John Lennon e Yoko Ono;
QUI si incontrano i CCCP, Sandro Pertini e Fabrizio De Andrè;
QUI un mio racconto-denuncia;
QUI un altro mio racconto in cui il messaggio è affidato a un palloncino viola.

E con questo è tutto, per ora; ma quanto vorrei che fosse per sempre...

Bellis perennis a tutti!


DOC

Uno per tutti



Video ufficiale pubblicato su YouTube il 6 gennaio scorso. Ad oggi è stato visto meno di 10.000 volte: una cifra irrisoria, se rapportata ai grandi numeri del web internazionale. Postarlo qui non gli darà certo la spinta che vorrei, ma qualcuno dice che sono le gocce a formare gli oceani, e un contributo - seppur minimo - glielo dovevo, per aver rilanciato un concetto che condivido da sempre.


DOC

E quindi, Buon Natale



Happy Xmas (War Is Over)

John Lennon & Yoko Ono
The Plastic Ono Band With The Harlem Community Choir



Confesso che, malgrado conoscessi questo classico natalizio praticamente da una vita (singolo del 1971 pubblicato appena due mesi dopo "Imagine"), non sapevo fosse stato partorito dalla celebre coppia. Lo riconosco, è grave. E dire che l'avrò canticchiata mentalmente decine di volte, questa canzone, ignorandone peraltro il titolo, il riferimento alla guerra e il valore dei messaggi contenuti. Capirete la sorpresa quando ho visto il video del 2003 (vedi sotto), con quelle tremende immagini in contrasto alla melodia del canto!
Ebbene, tutto ciò lo scopro oggi, con imperdonabile ritardo ma in perfetta sintonia col palpito del mio cuore, riguardo a questo Natale in particolare. Da qui l'immediata condivisione: questo post riflette esattamente il tipo di augurio che mi sentivo di (dover) esprimere.


Happy Xmas (War Is Over) è stato il culmine di oltre due anni di militanza di pace intrapresa da John Lennon e Yoko Ono. La campagna, riferita alla guerra in Vietnam, interessò 12 grandi città del mondo: New York, Los Angeles, Toronto, Roma, Atene, Amsterdam, Berlino, Parigi, Londra, Tokyo, Hong Kong ed Helsinki; la coppia affittò degli spazi pubblicitari giganti e vi fece affiggere dei manifesti bianchi con la scritta - tradotta nelle rispettive lingue - "La guerra è finita! Se lo vuoi. Buon Natale da John & Yoko".
Tutto ebbe inizio con una serie di "bed-in" (ironica storpiatura del popolare termine inglese "sit-in"). Il primo di questi si tenne durante la loro luna di miele: sapendo che le loro nozze, celebrate il 20 marzo 1969, sarebbero stato un grande evento mediatico, John e Yoko decisero di usare la pubblicità che avrebbero ricevuto per promuovere la pace mondiale. Passarono la loro luna di miele nella suite presidenziale dell'Amsterdam Hilton Hotel tra il 25 e il 31 marzo, dando libero accesso alla stampa nella loro camera da letto tutti i giorni dalle nove di mattina alle nove di sera. I giornalisti li trovavano sempre sdraiati, in pigiama, che parlavano di amore e pace universali. Appesi alle pareti, dei cartelli scritti a mano con slogan tipo "Pace dei capelli" e "Pace a letto".


Dopo sette giorni la coppia si spostò in Austria, a Vienna, dove i due tennero una conferenza stampa rinchiusi in un sacco. In quella occasione coniarono ironicamente il termine "bagism" (bagismo, da bag=sacco), che fu riproposto anche in seguito. Il movimento del bagismo era legato al concetto che vivendo in un sacco, una persona non può essere giudicata da altri sulla base del colore della pelle, del sesso, dell'abbigliamento, dell'età, o di qualsiasi altro attributo.


Qui li vediamo due mesi dopo in Canada, a Montreal, all'Hotel Queen Elizabeth.


Detto ciò, risparmiandovi il mio personale risentimento riguardo a discutibili copyright che mi impediscono di incorporare qui i video di YouTube (Grrr! è Natale), li riporto come link:

QUI il video musicale del 1993, per tutti: in apertura scene natalizie della coppia con il figlio Sean, e successivamente documenti della loro campagna di protesta contro la guerra del Vietnam si alternano a coristi dell'Harlem Community Choir che intonano il brano.

QUI il video uscito nel 2003, per stomaci forti: rilanciato da Yoko Ono, è una sequenza "senza via di scampo" di scene strazianti con le vittime della guerra, soprattutto bambini. Sarebbe da imporre come terapia (vedi Arancia Meccanica) ai diretti responsabili in ogni epoca...
Il video chiude con un monito del Mahatma Gandhi: «An eye for an eye will make us all blind» / «Occhio per occhio ci renderà tutti ciechi».



Happy Xmas (War Is Over)

[Happy Christmas, Kyoko]
[Happy Christmas, Julian]

So this is Christmas
And what have you done?
Another year over
And a new one just begun

And so this is Christmas
I hope you have fun
The near and the dear one
The old and the young

A very merry Christmas
And a happy New Year
Let's hope it's a good one
Without any fear

And so this is Christmas
For weak and for strong
For rich and the poor ones
The world is so wrong

And so happy Christmas
For black and for white
For yellow and red ones
Let’s stop all the fight

A very merry Christmas
And a happy New Year
Let's hope it's a good one
Without any fear

And so this is Christmas
And what have we done
Another year over
And a new one just begun

And so happy Christmas
I hope you have fun
The near and the dear one
The old and the young

A very merry Christmas
And a happy New Year
Let's hope it's a good one
Without any fear

War is over
If you want it
War is over
Now
Buon Natale (la guerra è finita)

[Buon Natale, Kyoko]*
[Buon Natale, Julian]*

Così è Natale,
e tu cosa hai fatto?
Un altro anno se n'è andato
e uno nuovo è appena iniziato.

E così è Natale,
auguro a tutti di essere felici
alle persone vicine e a quelle care
ai vecchi ed ai giovani.

Buon Natale
e felice Anno Nuovo.
Speriamo sia un buon anno
senza alcuna paura.

E così è Natale,
per i deboli ed i forti,
per i ricchi ed i poveri,
il mondo è così sbagliato.

E così è Natale,
per i neri ed i bianchi,
per i gialli ed i rossi,
fermiamo tutte le guerre.

Buon Natale
e felice Anno Nuovo.
Speriamo sia un buon anno
senza alcuna paura.

E così è Natale,
con tutto quello che è successo.
Un altro anno se n'è andato
e uno nuovo è appena iniziato.

E così buon Natale,
auguro a tutti di essere felici
alle persone vicine e a quelle care
ai vecchi ed ai giovani.

Buon Natale
e felice Anno Nuovo.
Speriamo sia un buon anno
senza alcuna paura.

La guerra è finita
Se lo vuoi
La guerra è finita
Ora.


(*) All'inizio della canzone Yoko e Lennon augurano buon Natale ai figli Kyoko e Julian, nati da precedenti relazioni e dai quali all'epoca vivevano separati.


DOC

Ammar e il drago


«Ne sta arrivando un altro!»
Il rumore del loro lento incedere era inconfondibile, e in profondità arrivava anche prima, amplificato e accompagnato da fastidiose vibrazioni. Quando si avvicinavano, le pareti tremavano sempre più, e il piccolo Ammar metteva la testa tra le ginocchia, coprendola con le mani finchè non fossero passati. A volte si fermavano pochi metri sopra di lui, come se avessero fiutato qualcosa; poi, solitamente, riprendevano il cammino quasi subito, ma la sosta poteva durare anche diverse ore. In quei momenti, al gelo e al buio del rifugio si univa un silenzio assoluto, ed era come smettere di esistere.
Sotto terra i draghi non potevano arrivare, avevano detto i grandi ad Ammar e ai suoi compagni di sventura: bastava non farsi sentire, perchè se li avessero scovati sarebbe stata la fine.
Con i draghi volanti, invece, bisognava solo aver fortuna. Sebbene il rifugio non potesse essere individuato dall'alto, c'era sempre il rischio di essere raggiunti da una palla di fuoco; durante il volo i draghi ne scagliavano a decine, con spietata crudeltà, sui villaggi sottostanti. Una pratica devastante che Ammar conosceva bene: era stato proprio un drago volante, pochi mesi addietro, a distruggere la sua casa e a cancellare, in un attimo e per sempre, la sua famiglia.

«Ci hanno trovato! State zitti, non dite e non fate niente. Forse ci lasceranno in pace...»
Gli uomini del drago erano lì, dietro la porta. Poco dopo le loro sagome bitorzolute irruppero nel rifugio, sostituendosi all'oscurità. Questa volta Ammar guardò la scena con occhi pieni, imbambolato. Del suo frammisto di immagini e pensieri approfittò un uomo, che gli tese la mano parlandogli amorevolmente. Lo prese in braccio e lo portò fuori, senza però rispondere alle sue domande. Quando gli occhi si abituarono alla luce, Ammar si rese conto di trovarsi proprio di fronte al drago. Tentò istintivamente di fuggire, ma l'uomo lo fermò e lo trattenne con forza, spiegandogli che non c'era nulla da temere. Altri sorridevano, mentre l'uomo si adoperava per mettere il bambino a cavallo del drago. Ammar guardò ancora una volta la porta del rifugio: da quella nuova posizione avrebbe voluto dire ai suoi compagni di uscire, e di non avere più paura... Ma non ne era del tutto convinto, e soprattutto non ne ebbe il tempo. Il drago cominciò ad avanzare, con il consueto passo fiacco e importante, e quell'inatteso diversivo gli solleticò i sensi, ridestando in lui un'assopita voglia di giocare.

Al tramonto, il noioso viaggio tra le rovine del paese dei draghi aveva spento nuovamente l'umore del bambino, che ora stava per crollare dal sonno. Nel dormiveglia percepì alcune urla provenienti dalla pancia del drago, a cui seguì un boato assordante che ruppe il senso di ogni cosa. Fiamme e fumo nero per un istante, troppo breve per una vita. Quando Ammar riaprì gli occhi, il fumo aveva preso il colore delle nuvole, e anche il drago non era più lo stesso: era celeste, con le ali bianche, come quelli disegnati nel libro di religione.

DOC


Racconto ispirato da una cruda realtà:

«Gli scontri tra l'esercito del regime e le forze ribelli hanno gettato il paese nel caos, e la popolazione civile è scossa e impaurita. I bambini della Siria - che qualcuno ha definito "generazione perduta" per via della carenza degli aiuti internazionali - sono diventati le prime vittime della violenza che attanaglia il paese». (www.nationalgeographic.it - 16 aprile 2013)

«L'artiglieria del regime ha martellato venerdì la città di Hula e raso al suolo interi quartieri, poi le forze speciali sono passate casa per casa per "finire il lavoro", con la consueta brutalità». (www.ilsole24ore.com - 27 maggio 2012)

«Khalid di 15 anni ha raccontato: “La cosa buffa è che per torturarci ci hanno rinchiuso nella nostra vecchia scuola. Per due giorni ci hanno costretto a stare in piedi, senza mangiare nè bere. Penso fossimo in cento. Poi mi hanno preso e appeso al soffitto per i polsi e hanno iniziato a picchiarmi. Mi hanno spento le sigarette sul corpo, ecco guardate i segni. Ad altri hanno dato le scosse elettriche. In alcuni casi usano i bambini per avanzare nei villaggi, usandoli come scudi umani”». (www.ilreferendum.it - 13 marzo 2013)

Nicola e il palloncino viola



Un frizzante mattino d'inverno, la signora Rossetti entrò nell'aula, salutò gli alunni e fece l'appello. Quindi chiese loro: - Chi di voi ricorda di cosa abbiamo parlato ieri?
- Io maestra! - rispose la bimba del secondo banco alzando la mano, e continuò: - Della pace nel mondo.
- Brava, Alessia. E adesso ditemi, avete portato tutti i 20 centesimi come vi ho raccomandato?
- Sì, maestra - risposero questa volta quasi in coro gli alunni.
- Bene. Allora prendete un foglio e scriveteci sopra un messaggio di pace, un pensiero che vi viene dal cuore e che vorreste che tutti leggessero.
Pochi minuti dopo, quando tutti ebbero terminato il compito, la maestra disse: - Avete scritto? Benissimo. Adesso piegate il foglio e mettetelo in tasca. Poi mettetevi il cappotto e disponetevi in fila per due. Andiamo nel giardino, c'è una persona che ci aspetta.
Quelle parole suscitarono curiosità e interesse nei bambini, che le obbedirono rumoreggiando. Arrivati nel giardino della scuola, Alessia, che capeggiava la fila, disse concitata: - I palloncini, maestra! Che bello, sono per noi?
- Si, Alessia: adesso ciascuno di voi darà le monete al signore, e lui vi darà un palloncino. Scegliete il colore che volete, ma mi raccomando, non lasciateli volare via perchè il signore ha solo quelli.
I bambini non se lo fecero ripetere: circondarono l'omino dei palloncini, indicandogli ognuno il colore prescelto. Alla fine l'uomo, con gli ultimi due palloncini in mano, andò dalla maestra e le disse: - Tenga signora. Uno è per lei. Ma quest'altro?
- Eppure li avevo contati... - rispose lei. Quindi fece nuovamente l'appello, ma al nome di "Nicola" non ottenne risposta.
- Bambini, qualcuno ha visto Nicola? Stamani era in classe - chiese la maestra.
- Gli ho detto di venire, ma lui è rimasto lì - rispose Antonio.
Allora lei scambiò due parole col signore dei palloncini, poi disse ad alta voce: - Bambini, se state tranquilli, io vado un attimo a cercare Nicola. Nel frattempo, ciascuno di voi legherà il foglio scritto in classe al filo del suo palloncino, senza farselo scappare. Se avete difficoltà il signore, qui, è disposto ad aiutarvi. Mi raccomando, eh?
Detto ciò, la maestra tornò nell'aula e vide che Nicola guardava i suoi compagni dalla finestra.
- Nicola - gli disse con tono pacato - cosa fai qui tutto solo?
Lui si voltò un po' spaventato, quindi abbassò lo sguardo e arrossendo le rispose: - Io... non ho i soldi, maestra. La mamma non me li ha voluti dare, dice che siamo già abbastanza poveri.
Lei lo guardò dispiaciuta, poi lo prese per mano e gli disse: - Non ti preoccupare, Nicola. Vieni lo stesso, ci penso io. Metti il cappotto, svelto, che gli altri ci stanno aspettando.
Mentre il bambino le ubbidiva, la maestra notò sul suo banco il foglio con la frase che lui aveva scritto: «Facciamo la pace». Lo piegò e lo diede ad Antonio dicendogli di portarlo con sè.
Tornata nel giardino con Nicola, si assicurò che tutti avessero il palloncino con il foglio legato al capo del filo, quindi disse loro di lasciarli volare in cielo tutti insieme, in modo che i loro pensierini potessero raggiungere altre persone per diffondere nel mondo un messaggio di pace. Nicola seguì con lo sguardo il suo palloncino viola finchè non lo vide scomparire lontano tra i piccoli fiocchi di neve.


Un'ora più tardi il palloncino, trascinato dal vento, terminò il suo viaggio nel cortile interno di un imponente edificio della zona industriale. Non era più così gonfio, dopo il gran volo, e per quanto si dimenasse non riuscì più ad uscirne. Scoppiò dopo pochi minuti, e il foglietto che Nicola gli aveva affidato si infilò in una delle finestre del palazzo.

Il Sig. Pupazzi, Direttore Generale della Buytoy, una delle ditte di giocattoli più importanti d'Italia, in quel momento stava parlando al telefono.
- Signorina, ha informato i 50 dipendenti del taglio del personale, come le avevo detto? Voglio che sappiano per tempo che stanno per essere licenziati. Quando? Ieri mattina? Benissimo. Chiami un taxi per Elena, che sta uscendo.
Elena era la moglie del Direttore: poco prima era passata da lui per ricordargli di firmare le carte del divorzio e i documenti che certificavano la cessione di una grossa fetta del capitale investito nella ditta, denaro che le spettava di diritto.
Chiusa la cornetta, il Sig. Pupazzi si alzò dalla poltrona, serrò la finestra e tornò alla scrivania per leggere il quotidiano; scostando il giornale, la sua attenzione fu però attratta da un foglietto piegato in due, con un filo attorno. Lo aprì e ne lesse il contenuto.
«Elena!» - pensò - «Questa è la sua grafia. Non ha mai imparato a scrivere bene quella donna. Ma allora... forse non tutto è perduto».
- Signorina! - disse parlando all'interfono - Le ha detto dove andava Elena? Benissimo. Disdica tutti gli appuntamenti. Sto uscendo.

Due giorni dopo, di sera...
- Anna, vieni qui. Dammi un bacio! - disse Mauro elettrizzato, rientrando a casa. Quindi abbracciò e baciò più volte in viso la moglie.
- Ma... che ti prende? Hai bevuto? - rispose lei, sorpresa da tanto fervore.
- Macchè! - rispose il marito, e continuò: - Oggi è un giorno speciale!!! Lascia stare quei fagioli, si va al ristorante!
Quando la moglie gli chiese spiegazioni, lui disse che il datore di lavoro aveva ritirato il suo licenziamento, e per di più gli aveva accordato l'aumento di salario che attendeva da tempo.
- Ma... com'è possibile? - disse Anna, sorpresa e raggiante insieme, aggiungendo: - E tutte quelle chiacchiere sulla crisi dell'azienda, sui capitali inconsistenti...
- Beh, sai... sono solo indiscrezioni, ma pare che il Direttore abbia «fatto pace» con la moglie, e si siano rimessi insieme... Così adesso l'azienda è salva, grazie anche ad un ingente contributo che la signora ha deciso di versare per far quadrare i bilanci. A proposito, guarda qua: per scusarsi con i dipendenti coinvolti, il Sig. Pupazzi ha anche regalato a ciascuno di loro questo enorme pacco pieno di giocattoli della nuova linea di produzione.
Questa volta fu lei a dare un bacio al marito, poi chiamò - Nicola! Vieni! Papà ha una sorpresa per te!


DOC

Archivio

Citofono

#1
Albert Einstein1 Alda Merini2 Alessandro Del Piero2 Alessandro Magno1 Alessandro Manzoni1 Alessandro VI1 Alessandro Volta1 Alice2 Amélie1 Andrea Mei1 Andrea Pazienza1 Angeli custodi3 Angelo Branduardi1 Aris blog2 Augusto Cavadi3 B. B. King1 Babbo Natale2 Barack Obama2 Beck2 Bella addormentata1 Bobby McFerrin1 Bonk e Reetz1 Bouguereau1 Brutto anatroccolo1 CCCP - CSI4 Carlo Collodi2 Charles Fréger1 Charles M. Schulz1 Charlie Chaplin1 Chuck Berry1 Claudio Villa1 Colorare la vita5 Corrado Roi1 Curlydevil1 DOC23 Damian Marley1 David Bowie1 David Cronenberg2 David Gilmour3 Dio1 Draghi4 Dylan Dog1 Eagles1 Elisa Penna1 Enrico Brignano1 Enzo Jannacci1 Etta James1 Fabrizio De Andrè4 Federico Fellini1 Francesca Ghermandi1 Franco Battiato4 Frank Sinatra1 Freddie Mercury1 Frostie1 Gatto con gli stivali1 Gene Kelly1 Georges Wolinski1 Gian Lorenzo Bernini1 Gianna Nannini2 Giorgio Gaber1 Giorno della Memoria2 Gorillaz1 Grafton Pottery1 Green Day1 Gulliver1 Haddon Sundblom1 Halloween4 Hans Zimmer1 Harinzey Stanley1 Hindi Zahra1 Hulk1 Igor Siwanowicz1 Jack Nicholson2 Jacovitti1 James Brown1 James Matthew Barrie2 Jamie Foxx1 Janis Joplin1 Jean Giraud4 Jerry Lewis1 Jim Mckenzie1 Jim Morrison1 Jimi Hendrix2 John Lennon4 John Pugh1 John Travolta1 Johnny Depp1 Johnny Stecchino1 Joseph Herscher1 Jovanotti7 Judith Linhares1 Juventus3 Karol Wojtyla1 Kevin James1 Krampus1 Kurt Cobain1 Lanterna Verde1 Leonardo Manera1 Leonardo da Vinci1 Lewis Carroll2 Liliana Segre1 Liu Bolin1 Louis Armstrong3 Luciano Pavarotti2 Lucio Dalla3 Luna5 Lupin III1 Madre Teresa1 Mamma9 Manlio Sgalambro1 Manu Chao1 Manu Topic1 Mari da solcare4 Maria D'Asaro6 Michael J. Fox1 Milo Manara2 Moby2 Moebius4 Momix1 Monica Auriemma1 Monica Vitti1 Morte3 Mutoid Waste Company1 Nicola Piovani1 Nicoletta Ceccoli1 Nina Hagen1 Nina Simone1 Nirvana1 Nomadi1 Olympe de Gouges1 PES2 Pablo Neruda1 Pablo Picasso1 Pace5 Paolo Conte1 Paolo Migone1 Paolo Nutini1 Paolo Villaggio1 Papa4 Patty Pravo1 Peanuts3 Peter Pan2 Philippe Faraut1 Philippe Petit1 Pilobolus1 Pink Floyd2 Pino Daniele1 Pinocchio3 Pollicino1 Primo Levi1 Principe Ranocchio1 Queen2 Radiohead1 Rapunzel1 Renato Carosone1 Renato Zero1 Renoir1 Robert Downey Jr.1 Robert Miles1 Roberto Benigni4 Roberto Vecchioni1 Robin Williams2 Romina Beneventi1 Salvador Dalì2 Samantha Cristoforetti1 Sandra Mondaini1 Sandro Pertini3 Sbirulino3 Sergio Endrigo1 Seward Johnson1 Shrek1 Skrillex1 Sole2 Stanley Kubrick1 Stragà1 Terra4 The Beatles1 The Bombay Royale1 The Chemical Brothers2 Vasco Rossi4 Vele Ivy5 Vinicio Capossela1 Walt Disney1 Willi.i.am1 Woody Allen1 Yann Tiersen1 Yudy Sauw1 Zack Mclaughlins1 Zucchero2
Mostra di più