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Louis & Lucille: what a wonderful love



La foto qui sopra ritrae Lucille Wilson (1914-1983) con suo marito Louis Armstrong (1901-1971) nella loro residenza a Corona, New York, mentre sfogliano e commentano un album di ricordi del grande jazzista. E' il 23 Giugno 1971. Due settimane più tardi si separeranno, loro malgrado e dopo quasi 30 anni di matrimonio: il 6 luglio, all'età di 70 anni, Louis Armstrong muore di infarto. La moglie continuerà a conservarlo nel cuore e ad onorarne ampiamente il ricordo fino al 13 ottobre 1983, quando tornerà a sedergli accanto.

Louis Armstrong e la moglie Lucille nel 1952

Lucille aveva avuto un ruolo fondamentale, nella vita di Louis. Lo aveva amorevolmente incoraggiato, accompagnato nelle tournèe in giro per il mondo, sostenuto nella carriera al punto da risultare una colonna portante del suo successo artistico.
Donna affettuosa quanto intelligente e determinata, Lucille era riuscita a raddrizzare l'irrequieto timone che l'umana avventura di Louis aveva imbracciato nel corso del suo vissuto precedente. La casa a Corona (foto in apertura e seguente), dove si trasferirono poco dopo le nozze celebrate nel 1942, e che rimase il loro focolare fino alla fine, fu lei a proporla. All'epoca Louis non aveva una dimora fissa, solitamente alloggiava negli alberghi; ma Lucille, che già versava un acconto per quella casa, lo convinse ad abitarla in comune e stabilmente.

Louis Armstrong e la moglie Lucille nella loro casa a Corona, Queens, New York. Dopo la morte dell'artista, Lucille Wilson cedette la proprietà alla città di New York affinché vi fosse allestito un museo dedicato a suo marito. Il museo, dichiarato luogo di interesse storico nazionale nel 1976, è a tuttoggi operativo.

Lei aveva rinunciato al mondo dello spettacolo, per seguirlo; e lui aveva divorziato dalla terza moglie, Alpha Smith, per quello che sarebbe stato il suo grande amore per il resto della vita.
Si erano conosciuti pochi anni prima, nel 1938. Lei cantava in un coro nello storico "Cotton Club" di New York, e Louis l'aveva notata: «Quando l'ho vista per la prima volta al Cotton Club, lei era la ragazza più scura di tutte... Lucille è stata la prima ragazza nera a rompere l'alto standard di colore giallo o marrone che veniva adottato nella scelta delle ragazze del coro».

Lucille Wilson in un musical del 1936 (in basso a sinistra): fu la prima donna afro-americana dalla pelle scura ad essere inclusa nel corpo di ballo del Cotton Club di New York.

Prima dell'incontro con Lucille, la vita di "Satchmo" (è il soprannome preferito dai fans di Armstrong) aveva avuto un sapore decisamente diverso. Proveniva da un periodo di difficoltà economiche, ed era anche afflitto da problemi di salute: il suo modo "eccessivo" di suonare la tromba gli stava creando problemi alla bocca e alle dita (motivo per cui, in seguito, preferì sempre più dedicarsi al canto). E la situazione sentimentale non gli era certo di conforto. Il matrimonio con la terza moglie, durato appena 4 anni - per l'appunto dal 1938 al 1942, era stato preceduto da un rapporto piuttosto conflittuale con la seconda moglie Lil Hardin, durato dal 1924 al 1938. La pianista Lil aveva idee tutte sue su come avrebbe dovuto agire il marito per ottenere successo da trombettista: così, anziché agevolarne il naturale percorso, entrava spesso in contrasto con le sue intime volontà, frenandolo. Louis nel frattempo si faceva largo negli ambienti musicali americani dell'epoca: assecondava e sfidava le sonorità dei musicisti, stringeva preziose collaborazioni, si esibiva con le orchestre, esordiva persino come attore, e registrava quei primi brani - anche vocali - che ne avrebbero delineato la personalità artistica agli occhi del mondo.

Louis Armstrong, in occasione di un compleanno della seconda moglie Lil Hardin (a sinistra), l'abbraccia per farle gli auguri, sporcandola con la schiuma da barba, e facendo dispettosamente ingelosire la quarta moglie Lucille Wilson (a destra), che minaccia scherzosamente di inveirgli contro. La "comparsa" con gli occhiali è Mezz Mezzrow, noto jazzista americano, clarinettista, sassofonista e direttore d'orchestra.

Più si va a ritroso nel tempo, e più il vissuto di Louis Armstrong si discosta dalla gioia che il suo volto radioso e sorridente ispira nell'immaginario collettivo. Prima dei vent'anni, periodo in cui aveva cominciato a prendere seriamente a cuore la passione per la musica, c'era stata l'avventura con la prima moglie Daisy Parker: una prostituta che aveva frequentato da giovanissimo, e che aveva sposato a 16 anni, nel 1918. Lui e Daisy adottarono un bambino di tre anni, bambino che poi si sarebbe rivelato mentalmente disabile, e di cui lui si sarebbe poi occupato a vita. Louis e Daisy si separarono nel 1923, e lei morì poco dopo.
Ancora prima c'era stato il riformatorio di New Orleans (è qui che predisposizione e talento naturale per la musica cominciarono a manifestarsi), un istituto di correzione per ragazzi difficili di colore dove venne rinchiuso varie volte per le sue bravate con i compagni di strada, dopo essere stato espulso dalla scuola. L'infanzia l'aveva trascorsa a tratti con la madre, a tratti da parenti, aggirandosi per le vie di uno squallido sobborgo conosciuto con il nome di "Battlefield" (campo di battaglia), e cercando ogni giorno di portare qualcosa a casa, cibo o altro; ma non era mai abbastanza, così la madre era costretta a prostituirsi. Il padre se n'era andato con un'altra donna quando lui era ancora neonato.


Tornando dunque al futuro, a Lucille, e alla piega che prese la vita di Louis Armstrong - o meglio, che presero le vite di entrambi - dopo la reciproca dichiarazione d'amore... Cosa sarebbe accaduto se non si fossero mai incontrati? Avremmo avuto ugualmente, oggi, una canzone come "What a Wonderful World" (Che mondo meraviglioso, 1967) da lui interpretata con quella passione negli occhi? Difficile a dirsi, e ancor più difficile crederlo. Qualcosa di sicuro avremmo perso: una grande lezione di vita, di quelle che - opportunamente messe a frutto - sono capaci davvero di trasformare questa nostra esistenza in un luogo meraviglioso.



DOC

1 Novembre: quando i santi marceranno



When the saints go marching in

We are trav'ling in the footsteps
Of those who've gone before
And we'll all be reunited
On a new and sunlit shore

Oh, when the saints go marching in
Oh, when the saints go marching in
Lord, how I want to be in that number
When the saints go marching in

And when the sun refuse to shine
And when the sun refuse to shine
Lord, how I want to be in that number
When the sun refuse to shine

And when the moon turns red with blood
And when the moon turns red with blood
Lord, how I want to be in that number
When the moon turns red with blood

Oh, when the trumpet sounds its call
Oh, when the trumpet sounds its call
Lord, how I want to be in that number
When the trumpet sounds its call

Some say this world of trouble
is the only one we need
But I'm waiting for that morning
When the new world is revealed

Oh, when the new world is revealed
Oh, when the new world is revealed
Lord, how I want to be in that number
When the new world is revealed

Oh, when the saints go marching in
Oh, when the saints go marching in
Lord, how I want to be in that number
When the saints go marching in



Quando i santi marceranno

Camminiamo sulle orme
Di coloro che sono già andati
E saremo tutti riuniti
In una nuova spiaggia soleggiata

Oh, quando i santi marceranno
Oh, quando i santi marceranno
Signore, come vorrei essere con loro
Quando i santi marceranno

E quando il sole si rifiuterà di splendere
E quando il sole si rifiuterà di splendere
Signore, come vorrei essere con loro
Quando il sole si rifiuterà di splendere

E quando la luna si arrosserà di sangue
E quando la luna si arrosserà di sangue
Signore, come vorrei essere con loro
Quando la luna si arrosserà di sangue

Oh, quando la tromba suonerà il richiamo
Oh, quando la tromba suonerà il richiamo
Signore, come vorrei essere con loro
Quando la tromba suonerà il richiamo

Alcuni dicono che questo mondo tormentato
sia l'unico a disposizione
Ma io sto aspettando quel giorno
Quando il nuovo mondo sarà rivelato

Oh, quando il nuovo mondo sarà rivelato
Oh, quando il nuovo mondo sarà rivelato
Signore, come vorrei essere con loro
Quando il nuovo mondo sarà rivelato

Oh, quando i santi marceranno
Oh, quando i santi marceranno
Signore, come vorrei essere con loro
Quando i santi marceranno



DOC

Che mondo meraviglioso!


"What a wonderful world", Louis Armstrong


Che mondo meraviglioso

Vedo alberi verdi, anche rose rosse
Le vedo sbocciare per me e per te 
E fra me e me penso, che mondo meraviglioso

Vedo cieli blu e nuvole bianche
Il benedetto giorno luminoso, la sacra notte scura 
E fra me e me penso, che mondo meraviglioso

I colori dell'arcobaleno, così belli nel cielo
Sono anche nelle facce della gente che passa 
Vedo amici stringersi la mano, chiedendo "come va?" 
Stanno davvero dicendo "Ti amo"

Sento bambini che piangono, li vedo crescere
Impareranno molto più di quanto io saprò mai 
E fra me e me penso, che mondo meraviglioso 
Sì, fra me e me penso, che mondo meraviglioso

Louis Armstrong

*     *     *

DOC, nel giorno del mio 40° compleanno

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