Cose dell'altro mondo

Diletta, anche se ormai adulta, restava sempre la più coccolata di tutte. Aveva visto la luce per ultima, e per questo motivo, quando venne al mondo, a causa dell'affaticamento della madre rischiò davvero di restare soffocata. Quell'episodio la consacrò come figlia di un miracolo, e le valse un affetto particolare da parte dei genitori, delle sorelle e di tutta la comunità. Prima di lei erano nate Arabella, Celestina, Piroetta, Serenata, Giuditta, Stella, Letizia, Marilyn, Bea e Decima. Una bella cucciolata, non c'è che dire: ma grazie alla buona educazione che avevano ricevuto, raramente le si sentiva litigare.
In una sera limpida di mezzaluna uno Spavaldo, elfo dei mari la cui razza si distingueva per sfrontatezza, al termine di un battibecco, la insultò: «Cicciona». Diletta, indispettita, reagì rincorrendolo per miglia e miglia... finchè, ad un certo punto, lo perse completamente di vista. Ormai era quasi ora di cena, così lasciò perdere l'elfo e invertì direzione per tornare dal suo branco, anche se questa volta avrebbe nuotato molto più lentamente perchè la fame e la stanchezza l'avevano debilitata.
Aveva già percorso metà del tragitto, quando improvvisamente il mare intorno a lei divenne più buio del normale; fece mezzo giro su se stessa per guardare verso l'alto, e vide un'enorme sagoma nera che impediva ai flebili raggi di luna di raggiungerla. Non le piacque per niente. Fece un guizzo e accelerò l'andamento, ma subito dopo sentì un tonfo vibrare pesantemente dietro di sè. Con un colpo di coda scansò un oggetto che stava per colpirla ad un fianco, quindi si voltò nuovamente verso l'origine della minaccia, e comprese con orrore che si trattava di un grosso arpione che l'aveva sfiorata terminando la sua corsa nel corallo. Rimase impietrita alcuni secondi, poi ebbe uno scatto e riprese la fuga sfruttando al massimo le poche energie che le restavano.
Disincagliato l'arpione, la baleniera recuperò in fretta il vantaggio di Diletta, che nel frattempo era stata raggiunta dai genitori e dalle sorelle. Poco dopo, la scena che la povera balena vide davanti a sè fu a dir poco straziante: un arpione andò a segno sulla pancia della madre, sotto lo sguardo raggelato dei familiari. Alcuni di loro si mossero immediatamente in suo soccorso, altri si diressero verso la nave nel disperato tentativo di rovesciarla. Da quel momento l'acqua cominciò a tingersi di rosso porpora, un torbido manto che avvolgeva tragicamente l'imponente figura della sfortunata balena, man mano che si dimenava per liberarsi. Dall'alto intanto provenivano suoni in una strana lingua, forse giapponese: erano i balenieri, che tirando inesorabilmente la loro preda verso la prua, inneggiavano alla "vittoria".
- Mamma! Mamma! - urlava Diletta insieme alle sorelle, cercando di liberarla con inutili e laceranti colpi sul cavo d'acciaio dell'arpione, mentre il padre si scagliava ostinatamente contro lo scafo.
- Diletta, figlia mia... - rispose piano la madre.
- Mamma!!! - gridò ancora una volta la balena, con gli occhi gonfi di lacrime.
- Diletta... Svegliati Diletta! Stai sognando, piccola - disse quindi ad alta voce la madre, dandole dei piccoli buffetti con la pinna.
- Oh, mamma! Grazie al cielo! Era così... così reale. Che orribile incubo!
- Lo vedo, Diletta, ma adesso calmati, sei con la mamma, è tutto finito. Poi mi spiegherai dove ti eri cacciata: eravamo tutti in pensiero...
Più tardi la balena, rasserenata dall'atmosfera pacifica che l'aveva da sempre circondata, ma con le rosse immagini di quel terribile massacro ancora vivide nella memoria, raccontò ai familiari il suo sogno.
- Ah! Ah! Quello Spavaldo deve averti fatto girare veramente la testa! - commentò la madre, e continuò: - Una storia così la dovevo ancora sentire. Ma che fantasia hai, piccola? Scherzi a parte, lo sai che non corriamo alcun pericolo: posso assicurarti che mai e poi mai l'uomo ci farà del male, quant'è vero che nel cielo splendono tre soli.
DOC
Commenti
Poi ho palpitato per la sorte di mamma balena: mi sono commossa, per quell'azzurro tinto di rosso.
Era un sogno, ma ci avevo creduto davvero: che ci fossero individui così crudeli da cacciare le ultime mamme balene...
Good morning, by W.
Per i nomi mi sono affidato a un paio di giri della piccola manovella che mi spunta dalla nuca, nascosta dai capelli :) Sono contento che ti siano piaciuti. Alla prossima. Grazie e Buonanotte.