Georges Wolinski. Nato in Tunisia da genitori ebrei, padre (Siegfried Wolinski) polacco e madre (Lola Bembaron) di origine italiana, perse il padre all'età di due anni, assassinato nel 1936. La madre fu ricoverata in un sanatorio per tubercolosi e lui fu cresciuto dai nonni. Al seguito della madre si trasferì in Francia, a Briancon, nel 1945, poco dopo la seconda guerra mondiale. Nel 1952 si trasferisce con la famiglia a Parigi dove studia prima al liceo Marcellin Berthelot e poi architettura.
Wolinski esordì come disegnatore per la rivista Hara-Kiri; seguirono quindi Action, Paris-Presse, Hara-Kiri Hebdo, Charlie Hebdo, L'Humanité, e infine Paris-Match. (...) È stato ucciso il 7 gennaio 2015 all'età di 80 anni in un attacco terroristico alla sede del giornale satirico francese Charlie Hebdo, compiuto da estremisti islamici. [Wikipedia]

Corriere della sera (15/01/2015) - «Ce l’ho veramente con te, Charb – ha scritto Delfeil de Ton, uno dei padri fondatori del settimanale satirico, in una sorta di lettera al direttore e disegnatore assassinato –. Che bisogno c’era di trascinare tutti in questa escalation?». L’accusa, pesante, è di aver portato alla morte la sua redazione. Delfeil de Ton riconosce Charb ancora come «il mio capo», dalle colonne del Nouvel Obs’, di cui è opinionista dal 1975. Ne parla come «un ragazzo brillante», ma «un testardo». Ricorda la sua disapprovazione quando Charb, Stéphane Charbonnier, 47 anni, pubblicò il famoso numero con la testata modificata da Charlie Hebdo a Charia Hebdo (con un gioco di parole sulla Sharia) e «Maometto direttore» in un circoletto sulla copertina. Quel numero costò l’incendio dei locali della redazione, con una molotov, ma per fortuna nessuna vittima. «Charb non avrebbe dovuto rifarlo e invece lo ha rifatto nel settembre del 2012». Ma, quel che è più doloroso, Delfeil de Ton testimonia nel suo articolo che Wolinski, il celebre caricaturista ucciso a 80 anni con il resto dei collaboratori, non condivideva la pervicacia di Charb e glielo avrebbe confidato: «Credo che siamo degli incoscienti e degli imbecilli, che corriamo un rischio inutile. Tutto qui – gli avrebbe detto Wolinski un giorno –. Ci si crede invulnerabili. Per anni, decine di anni, si fa provocazione e poi un giorno la provocazione si ritorce contro di noi. Non bisognava farlo».
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Wolinski per Croce Rossa Italiana |
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Da "Penso solo a quello", Wolinski, Glénat 1987 |
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Wolinski, cartolina illustrata |
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«Mamma, cos'è una donna libera?» «Leggi questo libro!» - Wolinski per "Les Droits de la femme et de l'homme" |
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Wolinski nel ricordo di Milo Manara |
DOC
Commenti
http://stanlec.blogspot.it/2015/01/je-suis-charlie-coulibaly.html
Soprattutto questa frase: QUESTO SITO NUOCE GRAVEMENTE ALLA TRANQUILLITA` MENTALE E PUO` ESSERE CONSIDERATO BLASFEMO SIA DAGLI ADERENTI A QUALUNQUE RELIGIONE SIA DAGLI ATEI STESSI.
SEI SICURO DI VOLER ENTRARE?
Basta così poco caro Doc.
@Silvia - Cuore e talento... Ciao, buona serata.
@Maruzza - Grazie a te, per il modo speciale con cui sottolinei i miei post. Ri-abbraccio.