Mas... chi, io?



Ebbene sì, lo ammetto. Sono maschio. Anche se sembrerebbe, lo sono. Tengo a precisare che non è stata una mia volontà: per l'ufficio reclami servirsi dell'ascensore. Di questa appartenenza (o appartamento) non mi vanto nè mi vergogno, offenderei l'inquilino dell'attico, ovvero il capo condomino, e si sa che quelli è sempre meglio tenerseli buoni.
Il problema è che il maschio, oggi, non se la passa un granchè bene, in termini di reputazione. Di ciò dobbiamo dire "grazie" ai pochi (non pochi) maschietti farabutti che hanno infangato la dignità dell'essere umano, prima di quella dell'uomo differenziato per sesso. Certo, non è una novità. Nel corso dei secoli e con discutibili passi avanti, in una sorta di regressione costante e parallela a ciò che chiamiamo "progresso", troviamo: violenti, arroganti, stupratori, assassini, schiavisti, potenti, magnati, magnacci, pedofili, stronzi, traffichini, guerrafondai, razzisti bastardi, gay troppo convinti, maschi troppo etero, militari esaltati, fanatici trogloditi, capi di ufficio, capi di stato, capi di che se il mondo è di tutti, padri latitanti, padri indifferenti, padri padrini, padri padroni, ladri ladroni, massoni, silvi berlusconi, infamoni, briganti, papponi, cornuti e lacchè*.
Non che le donne siano tutte immacolate (ahimè), ma non rientrano nella categoria in oggetto. Di certo, se avessi voluto snocciolare un simile elenco riferito al gentil sesso, avrei incontrato maggiori difficoltà. E poi sull'universo donna non posso che cucirmi la bocca, perchè credo che un maschio si trovi nella posizione meno adatta a giudicarlo; così rimando a miglior vita, sperando di non ripetermi nel mio ruolo.
In fondo, fisiologicamente parlando, quella del maschio è solo «una questione di peli», come canta Zucchero mentre si rade. E vi confesso che io, della barba, ne avrei fatto volentieri a meno. «Che barba la barba», direbbe Barbapapà! A proposito di papà, il mio diceva che esiste un sistema infallibile per non farla ricrescere: il cerino. Eh, il babbo. A 70 anni la barba se la faceva ancora con il Bic monolama, e senza nemmeno usare la schiuma: durezze di uomini d'altri tempi, per le quali non c'è Squibb che tenga...
Oggi per sentirci sufficientemente maschi abbiamo bisogno di un rasoio da 29 euro, con sette lame al titanio e l'iPod incorporato (vedi su internet o dai cinesi).
La figura del maschio odierno, se non ridicola, è quantomeno comica. Trovo che Paolo Migone, nel video che segue, la descriva brillantemente. In equilibrio tra surreale e iperreale, "colpisce" i punti deboli dell'uomo partendo dalla donna, e finendo per smascherare i difetti di entrambi, alla pari in quanto esseri umani. Buona visione.


DOC

(*) - Da "Don Raffaè" di Fabrizio De Andrè

Commenti

Vele Ivy ha detto…
Docchino, non cadere anche tu in questo errore... basta considerarci schierati in due fazioni, maschi/femmine. Non potremmo considerarci tutti delle PERSONE?
Uomini e donne, gay ed etero, calvi e capelluti, ecc ecc... siamo tutti delle persone e ognuno avrà dei pregi e dei difetti.
Io sono donna, sono disordinata, pigra e una frana nei lavori domestici. Il mio maritino potrebbe ridire su di me molti rimproveri che di solito sono attribuiti alle mogli. Meno male che ho altre qualità, e lui altri difetti.
Un bacio!
curlydevil ha detto…
Sottoscrivo quello che ti ha detto Vele.... anche io ho i difetti suoi, e tanti altri ancora.
E potrei farti un elenco sulla scia di quello che hai fatto tu volto al femminile. Mi astengo solo perché beccherei un po' di querele :-)
In realtà è proprio l'essere umano estremamente difettoso, e pescare dal mucchio un uomo o una donna che possa sembrarci fantastico anche dopo averlo scartato e utilizzato per vari anni dopo la data di garanzia è davvero una scommessa.
Mari da solcare ha detto…
Accidenti, caro DOC e care Vele e Curly: questo post mi tocca un nervo scoperto. Se accolgo la lettura ironica di Migoni, potrei leggervi la storia del fallimento del mio matrimonio, dovuto a una divaricazione estrema del maschile/femminile. Ma forse, come afferma curly, è l'essere umano a essere difettoso; e ha ragione anche Vele nell'affermare che, nella sostanza, siamo delle persone,a prescindere dal sesso. E sicuramente i legami di coppia si salvano o naufragano a seconda della quantità e qualità di amore che hanno in dotazione. Un abbraccio.
DOC ha detto…
@Vele - Ovviamente mi guardo bene dal chiamarti "Velina"... ;-) A diversificarci ci pensò il capo condomino... Io penso che le diversità non vadano nè demonizzate, nè esorcizzate, nè tantomeno ignorate, ma semplicemente accettate, con il mix di testa e cuore che ci contraddistingue. Credo che sia l'unica via per una pacifica ed armoniosa convivenza. Grazie mille per la tua opinione, che in sostanza condivido. Buon week-end.

@Curlydevil - Sono più le nostre qualità o i nostri difetti a renderci così umani? Qualunque sia la risposta, non ci è concesso variarne la chimica. Ma possiamo dominarla, con la consapevolezza. Il resto lo lascio agli esimi filosofi, grazie per il commento e buon fine settimana.

@Maruzza - «Nulla ha successo e nulla fallisce, ma tutto si trasforma», direbbe un altro Riccardo. «Quantità e qualità di amore» la trovo invece un'equazione perfetta, ma anche impegnativa (nulla ci piove dal Cielo, sotto questo Cielo). Baci.

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