Manifesto.doc

Passeggiando per le vie del centro, diversi mesi fa trovavo graziosi negozietti - in alcuni casi prestigiosi, se non addirittura storici - in cui osservavo onesti commercianti fare salti mortali per sostenere se stessi, la propria famiglia, e quindi il nostro più o meno beneamato Paese. Oggi, in clima di elezioni amministrative, da quelle vetrine occhieggiano tronfi volti di aspiranti sindaci che affittano quegli stessi locali, ormai rovine da fallimento, per promuovere la propria campagna elettorale. Poltrone per poltrone, nelle vetrine il paradosso è servito; ma siccome non basta mai, eccoli invadere piazze, tuonare comizi, bloccare passeggiate, produrre un'infinità di materiale inquinante e rompere i cosiddetti allo sfinimento.
Potevo capirli un secolo fa, i baracconi che vendevano fumo agli sprovveduti concittadini, ma non oggi, che un minimo di esperienza, evoluzione e coscienza sociale dovremmo incorporarlo un po' tutti. E poi è troppo facile: come sempre, chi ha maggior denaro (o influenze d'altra natura) da investire, la farà da padrone, nel bene o nel male. E una volta conquistato lo scettro, non gli basterà, non basta mai. Non a caso, proprio in questi giorni avvisi di garanzia fioccano come neve fuori stagione, a raggelare le teste di parecchi a cui fu concessa fiducia, un po' di qua e un po' di là.
E allora ascolta me. Vuoi fare il sindaco? Bene. Una volta appurata la validità dei tuoi requisiti, l'unico strumento che avrai a disposizione per esporre e diffondere il tuo programma elettorale, sarà una singola paginetta. Un file di testo, un semplice documento di Word con un limite massimo di "battute" (da non fraintendere con "barzellette"). Quando da bravo bambino avrai svolto il tuo compitino, un'apposita commissione controllerà solo che sia leggibile e che non vi siano oscenità. A un mese dalle elezioni, il tuo manifesto verrà reso pubblico, insieme a quello degli altri candidati, tramite Gazzetta Ufficiale. Vietata ogni altra forma di propaganda cartacea o multimediale che sia (pena l'espulsione immediata dalla rosa dei pretendenti), quel file sarà l'unica freccia al tuo arco, sicché mi raccomando: giocatela bene.
Non v'è dubbio che la mia ricetta sia tutta da perfezionare: voleva essere solo un umile esempio, il primo che mi è venuto in mente per dimostrare che l'arrosto cuoce benissimo senza dover necessariamente affumicare tutta la cucina. Ma già così, immaginate:
• l'immane quantità di risorse umane, tempo e denaro che si verrebbe a risparmiare;
• il drastico, risolutivo taglio ad una delle maggiori fonti d'inquinamento del pianeta;
• la ventata d'ossigeno di cui godrebbero le vie cittadine quanto i canali telematici: dimensioni oltremodo stressate, finalmente libere - se non da altro - da tutto quel fumo di cui sopra;
• l'assoluta trasparenza nel rapporto tra candidato e cittadini, perché la partita si giocherebbe esclusivamente sui punti esposti nel programma, senza pressioni subliminali a corredo;
• il recupero della dignità umana: è una vergogna dover ogni volta assistere a questi squallidi, patetici teatrini a luci rosse.
• il recupero della dignità umana: è una vergogna dover ogni volta assistere a questi squallidi, patetici teatrini a luci rosse.
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