Cosa abbiamo in comune?





Cosa condividiamo noi esseri umani con gli animali qui raffigurati? Casualmente ho scoperto uno studio scientifico piuttosto curioso, che vado brevemente ad illustrarvi. Non so voi, ma io dello "specchio di Gallup" non avevo mai sentito parlare, e anche in rete la considerazione a riguardo mi pare un tantino esigua, al punto che ho deciso di contribuire con un post ad hoc.

Gordon Gallup è uno psicologo americano nato nel 1941, impegnato nel campo della biopsicologia all'Università di Albany, New York (QUI il suo profilo). Particolare attenzione gli è stata rivolta dalla comunità scientifica riguardo ad una sua ricerca pubblicata inizialmente nel 1970 e tuttora in sviluppo e discussione, nota come il "test dello specchio". Ispirato dagli studi di Darwin, l'esperimento di Gallup ha dimostrato come solo alcuni animali, posti davanti alla propria immagine riflessa, reagiscano con atteggiamenti di auto-riconoscimento, ovvero consapevolezza di sè.
Sull'uomo, questa capacità si sviluppa intorno ai 18 mesi d'età, in quello che gli psicoanalisti hanno battezzato appunto "stadio dello specchio". Nei primi mesi di vita, infatti, i bambini socializzano con la propria immagine riflessa come se fosse un "compagno di giochi", a tutti gli effetti un estraneo.
Per quanto concerne gli animali, non stupisce tanto che l'auto-riconoscimento si verifichi nei primati antropoidi (bonobo, scimpanzè, orangutan, gorilla), in quanto siamo abituati a considerarli in qualche modo i nostri "parenti" più stretti nel processo evolutivo. Ciò che fa più riflettere è che, insieme a noi e a loro, hanno superato il test specie estremamente diverse, biologicamente parlando. Precisamente, l'auto-riconoscimento si verifica anche nelle gazze, negli elefanti, nei tursiopi (o "delfini dal naso a bottiglia") e nelle orche. In tutte le altre specie il test è fallito, designandoci così "compagni" di questa insolita comitiva.
Sull'uomo, questa capacità si sviluppa intorno ai 18 mesi d'età, in quello che gli psicoanalisti hanno battezzato appunto "stadio dello specchio". Nei primi mesi di vita, infatti, i bambini socializzano con la propria immagine riflessa come se fosse un "compagno di giochi", a tutti gli effetti un estraneo.
Per quanto concerne gli animali, non stupisce tanto che l'auto-riconoscimento si verifichi nei primati antropoidi (bonobo, scimpanzè, orangutan, gorilla), in quanto siamo abituati a considerarli in qualche modo i nostri "parenti" più stretti nel processo evolutivo. Ciò che fa più riflettere è che, insieme a noi e a loro, hanno superato il test specie estremamente diverse, biologicamente parlando. Precisamente, l'auto-riconoscimento si verifica anche nelle gazze, negli elefanti, nei tursiopi (o "delfini dal naso a bottiglia") e nelle orche. In tutte le altre specie il test è fallito, designandoci così "compagni" di questa insolita comitiva.
DOC
Commenti
Ma adesso però questi scienziati devono scoprire il nesso, non ci possono lasciare così! E' come una storia senza il finale!
Spero tanto che gli animaletti che si riconoscono allo specchio si piacciono per quello che sono.
Diversamente noi intelligentoni anche se belli, anche se sani, litighiamo spesso per il nostro aspetto, vorremmo non invecchiare e avere l'eterna bellezza.
La natura ha il suo percorso ma a noi non piace, così ci trasformiamo usando trucchi, siliconi, bototox, bisturi...
Lo specchio delle nostre brame(a mio parere) dovremmo usarlo per la coscienza, perché l'apparenza a volte inganna.
Scusa Doc il mio sfogo, vedo troppi letti con corpi martoriati negli ospedali...
Per la rana il rospo è sempre il più bello, ti stimo fratello !!!
…forse non si piace riflesso….magari perché ha tutti i denti storti, tanto da essersi meritato il nome di Piranha?? :)